Mostro arriva a Milano: il Graphic Design Camp

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Dal 6 al 12 ottobre 2017 una serie di incontri, workshop ed esposizioni si alterneranno presso il Laboratorio Formentini e il TIM Space di Milano

Il Graphic Design Camp: Mostro arriva a Milano. L’evento dedicato alle arti grafiche e alla comunicazione visiva in occasione del Brera Design Days. Mostro nasce dall’unione di due significati: prima persona singolare del verbo mostrare da un lato, essere deforme, alieno, in grado di creare timore e meraviglia dall’altro. E Mostro racchiude in sé entrambe le accezioni del termine. Perché la grafica ha la capacità di illustrare e rendere chiaro, ma allo stesso tempo può sembrare qualcosa di distante, perturbante.

Curato da Marco Sammicheli, coordinato da Maria A. Di Pierro e con l’art direction di Zup Design, MOSTRO si avvale della collaborazione del Laboratorio Formentini per l’editoria, di Arjowiggings Creative Papers, di Grafiche Paciotti e di VISCOM ITALIA .

Ho avuto l’occasione di parlare con il team del festival, che ci ha fornito delle piccole anticipazioni e spiegato il mondo dietro Mostro.

Da dove nasce l’esigenza, l’idea e il progetto di Mostro?

Il progetto di Mostro Graphic Design Camp nasce dalle nostre esperienze in Italia e all’estero nel campo della comunicazione visiva, nella volontà di condividerle e creare un terreno di confronto unico e innovativo. L’esigenza è appunto quella di far dialogare tra loro le diverse scuole di pensiero e i vari approcci professionali sia a livello concettuale che pratico.

A vostro avviso, in che modo la comunicazione visiva e le arti grafiche giocano un ruolo chiave nella società contemporanea?

Di fatto le arti grafiche hanno un ruolo centrale nella società contemporanea, perché danno una forma a tutto ciò che si vuole comunicare e noi lo dimostriamo concretamente presentando varie case history: da un libro a un festival, da una fiera a un museo, da una bottiglia d’acqua minerale a una città, da un archivio a un festival etc. Siamo sempre alla ricerca del volto giusto da mostrare, perciò abbiamo voluto giocare anche con l’ambivalenza del termine mostro, perché la comunicazione visiva sfugge più di ogni altra alle definizioni e cambia continuamente faccia.

Il vostro sarà dunque anche un progetto di educazione culturale?

Certamente, tutto il programma di talk e guest practice hanno proprio l’obiettivo coinvolgere sia gli addetti ai lavori che tutto il pubblico interessato. Le cinque mostre saranno un momento più emozionale, mentre gli appuntamenti in programma saranno un’occasione di approfondimento anche per chi vuole saperne di più.

Uno degli aspetti più interessanti di Mostro è che pur essendo un evento made in Italy possiede uno spettro più ampio, che include non solo l’Italia, ma l’intera Europa. Era quindi importante mantenere un appeal internazionale?

Assolutamente sì, anzi era il nostro obiettivo principale. All’estero ci sono varie e molteplici esperienze molto interessanti a cui dobbiamo guardare e con cui dobbiamo confrontarci. La comunità internazionale è molto attiva, ma in Italia ci sono ancora poche occasioni di incontro e confronto. Ci fa piacere essere tra i primi a proporre un festival dedicato alle arti grafiche e alla comunicazione visiva.

 
 Quindi, preparatevi ad un’esperienza nuova, poliedrica e immersiva: lasciatevi andare in un mondo di comunicazione, arte e grafica.  

Autore

Sono una persona che ha molte difficoltà nel descriversi, meno difficoltà nel ciarlare ed infinite nel relazionarsi col mondo. Eterno ignorante, fra mille dubbi l'unica certezza rimasta è che la dieta la inizio lunedì prossimo.