Narcos 3: morto Pablo, il risultato non cambia

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È ricominciato l’autunno, e Settembre è ormai volto al termine portandosi via il caldo e il mio tempo libero. Alcune persone hanno degli appuntamenti fissi che decretano il momento esatto nel quale finisce l’estate. Possono essere manifestazioni sportive come i gran premi di Monza e Misano; può essere la sessione di Settembre o il ritorno al lavoro; può essere il primo giorno di vendemmia o la prima notte sotto la coperta. Negli ultimi 3 anni, per alcuni, la fine dell’estate è coincisa con l’arrivo di una nuova stagione di Narcos.

Prodotto di punta del catalogo Netflix, Narcos è una serie creata nel 2015 da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro. Di Narcos ne aveva già parlato Leonardo Lami in un precedente articolo, dove lo mise a confronto con Breaking Bad sul tema dell’approfondimento caratteriale dei personaggi. Ovviamente ne uscì con le ossa rotte in un duello con la serie che fa dell’evoluzione dei personaggi la sua maggior forza. Ma Narcos ha ancora tanto da offrire, e in questo articolo cercherò di spiegarvelo.

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Pablo è morto, e adesso?

Le prime due stagioni hanno raccontato l’ascesa e la caduta di Pablo Escobar (interpretato da Wagner Moura) e del Cartello di MedellÍn. Alle scene ricostruite più o meno fedelmente, venivano alternati momenti nei quali l’agente Murphy spiega le meccaniche del cartello, a volte con filmati d’archivio. Nel finale della seconda stagione, al termine di una caccia all’uomo estenuante, la Storia ci insegna (e quindi non gridate allo spoiler!) che Pablo viene ucciso sul tetto del suo appartamento. Per la terza stagione, sono quindi stati fatti diversi cambiamenti cercando di rimanere fedeli alla realtà dei fatti. L’agente Murphy rimane negli Stati Uniti, l’agente Peña (Pedro Pascal), diventato la nuova voce narrante, è chiamato a coordinare le nuove forze della DEA. Il nuovo nemico si chiama Cartello di Cali e i loro capi si fanno chiamare i Gentiluomini.

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Chepe e Pacho

I due fratelli a capo dei Gentlemen li abbiamo già visti nelle prime stagioni quando dichiararono guerra a Pablo; sono Gilberto e Miguel RodrÍguez Orejuela (Damián Alcázar e Fransisco Denis). Insieme a loro troviamo i due personaggi più carismatici di questa terza stagione: Pacho Herrera (Alberto Amman) e Chepe Santacruz (Pêpê Rapazote). Farà anche una breve apparizione – nel ruolo del riciclatore di denaro Franklin Jurado – Miguel Angel Silvestre, il Lito di Sense8. Rispetto al Cartello di MedellÍn che cercava consenso nelle masse più povere, quello di Cali mira agli imprenditori, alle aziende e al ceto medio. Non vedremo perciò nessuna scena nei barrios più poveri della Colombia. Le strade del centro, gli uffici e gli appartamenti lussuosi dei boss saranno gli ambienti principali.

Una migliore evoluzione

Uno dei protagonisti della serie sarà Jorge Salcedo (Matias Varela), il vicecapo della sicurezza dei boss. Jorge è una voce fuori dal coro nello spietato mondo dei narcotrafficanti: gira sempre disarmato, è pragmatico, e non usa mai la violenza. Ad usarla è il suo amico e collega Navegante che è il suo esatto opposto: non brilla in intelligenza, ma è spietato nell’uccidere chiunque. L’evoluzione di Jorge lo porta a mettersi in discussione sul suo ruolo nell’organizzazione e a voler poi collaborare con gli agenti Feistl e Van Ness.

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Un’altra evoluzione importante ce l’avrà Miguel RodrÍguez dopo l’arresto del fratello. Da sempre in secondo piano nelle gerarchie, e in disaccordo con l’ultima decisione di Gilberto (negoziare la resa alle autorità), Miguel accoglie la notizia della sua cattura come il segnale di un cambiamento. Con il tempo, Miguel diventerà molto più risoluto e drastico nelle scelte. Una delle scene più belle della terza stagione riguarda proprio lui: la polizia crede che Miguel si nasconda in un intercapedine del muro ed inizia a trapanarlo. Se solo Miguel fa un rumore, verrebbe scoperto. Il resto della scena non ve lo anticipo.

Le musiche di Narcos

Il punto forte della serie, quello che tutti, anche i profani ricollegano alla serie è sicuramente la sigla. Eletta da molti come una delle più belle mai create per una serie, nella terza stagione Tuyo di Rodrigo Amarante è stata mantenuta, cambiando però le immagini. Non essendoci più Escobar, le foto e i filmati d’archivio sono stati “aggiornati” alle nuove vicende.

Nella terza stagione un altro brano ha catalizzato l’attenzione del pubblico, soprattutto per la potenza visiva della scena. Nel primo episodio Pacho arriva in un locale e si lancia in un sensuale ballo con il suo compagno, per poi scambiarsi un lungo bacio davanti ad un pubblico a metà tra l’attonito e il disgustato. Lo spettatore ha dentro di sé una tensione sempre più alta, sa che da un momento all’altro si scatenerà il finimondo. La canzone sulla quale i due ballano è Dos Gardenias di Ángel Canales.

In conclusione in tanti si erano posti la domanda: “Ma ora che Pablo non c’è più, Narcos manterrà sempre alto il livello?” La risposta è più che affermativa: non solo non è calata la qualità; ma è riuscita a non far sentire la mancanza di un personaggio come Escobar evolvendo rapidamente i nuovi personaggi e facendo diventare anche loro iconici.

Autore

Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.