Cara Catastrofe. Serissime indi(e)cazioni per sopravvivere all’amore

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“Sono fregata”

Cara Catastrofe,
Pensavo di essere furba. Una di quelle ragazze troppo sgamate per innamorarsi, che viaggiano da sole e hanno l’allergia a peluche e cioccolatini. E invece, come una liceale, mi sono lasciata fregare da una cotta estiva. Il sole, le onde, i baci sotto le stelle e tac, non riesco a togliermelo dalla testa. Con lui provavo la bellissima sensazione di quando ti svegli e ti ricordi che è sabato e non devi andare a lavorare. Ma ovviamente la vacanza è finita e ora si trasferisce dall’altra parte dell’Italia. Lui, uomo saggio, non ha fatto promesse, ma ha lasciato una porticina aperta. E io, che devo fare la parte della femme fatale, non ho avuto il coraggio di dirgli che avrei voluto rivederlo, che la distanza nei miei affetti non è mai stata un problema e che già sapevo a memoria gli orari dei treni. Ho detto ciao ciao e grazie di tutto.
Lo so quello che stai pensando: le fiamme estive passano come le stelle cadenti. Tornerai al lavoro, conoscerai altri ragazzi e lo dimenticherai presto. Eppure non riesco a smettere di pensare che mi sto lasciando sfuggire l’occasione di essere veramente veramente felice. Cara Catastrofe, che devo fare?
La ragazza con i Pop Corn 

Giusto per capire, quanti castelli di sabbia hai già fabbricato nella tua testa?
Lo so, ti sarai fatta qualche decina di film mentale (che meriterebbero pure qualche Oscar, ovviamente con Leonardo DiCaprio miglior attore protagonista), ma ti sento già un po’ rassegnata.
E io ancora non capisco perché siamo sempre convinti che gli affetti e gli “amori” costruiti in estate siano destinati a finire. Secondo me i classici «9 coppie estive su 10 finiscono al ritorno dalle vacanze» sono leggende metropolitane. Gli amori non possono essere classificabili, ogni storia, ogni persona, ogni situazione è diversa.
La tua letterina è molto carina e molto poetica. Racconti bene “le pene che solo ti sa dare l’amore“.
E allora mi chiedo, se senti che stai pensando di perdere un’occasione, perché non la fermi subito? Insisti. Cos’hai da perdere?

M’infilavo i braccioli e poi dritto nel mare. Non sapevo neanche cosa fosse l’Amore.

Mi rispondo da sola, non hai niente da perdere. Buttati nel mare. Magari non aspetta altro nemmeno lui (n.b.: ricorda che la regola «l’uomo deve fare il primo passo» non esiste proprio più, fortunatamente) e sarà felice di cominciare questa nuova situazione con te, anche a distanza!

Se invece dovesse tirarsi indietro… Be’, proprio per quello ti ho detto di metterti i braccioli. Non si sa mai, è meglio rimanere a galla se dovessero esserci brutte notizie. Ma se abitate lontani sarà anche più semplice. Non vederlo e sapere di uscire per strada senza incontrarlo ti aiuterà.
Volevo chiudere con un mio aforisma del tipo «gli amori estivi sono come i pop corn, scoppiano quando meno te lo aspetti» o «amori d’estate, non esagerate», ma preferisco chiudere con un augurio:

Un amore che nasce, e un’estate che muore.

Che dici?

 

Autore

Trentina, classe '94. Scrivo (diari disperati) dal 2003. Qualche anno fa, a Verona, ho incontrato il grande amore della mia vita: la radio. Ora studio a Torino, dove continuo a fare le cose che mi piacciono di più: parlare e scrivere (continuamente).