Le librerie di Firenze, parte IV

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Ripresa

L’appuntamento ormai consolidato della rubrica sulle librerie di Firenze non poteva riprendere in modo migliore se non con un attimo di serendipità.

Vivendo a Santo Spirito, mi risulta decisamente facile tardare a qualsiasi appuntamento io abbia in programma. L’inaugurazione di Mobike (il bike-sharing presente a Firenze da agosto di quest’anno) è stato uno dei passi importanti per la mia salvezza. Proprio in uno dei miei più recenti giorni liberi, mi sono ritrovato ad aver ultimato in un tempo brevissimo tutti i miei giri programmati per la mattina e di avere quindi ancora qualche ora a disposizione, tempo passato a passeggiare in bicicletta sui ponti e i lungarni.

Tranquillità

Proprio mentre stavo pedalando in via Maggio, con la tranquillità di un carabiniere che ha il turno di notte, forse per la prima volta da quando sono tornato a Firenze, ecco che il mio sguardo si sofferma su una rientranza semi-nascosta alla vista dei passanti frettolosi con scritto a grandi caratteri “Libreria”.

Fattori

Due sono stati i fattori che mi hanno invitato ad entrare: il primo, non c’è nessun nome sulla porta. A parte “libreria”, l’insegna non porta il nome del locale e, anche subito entrati, non salta all’occhio quello che poi si capirà in seguito che è la libreria della casa editrice “Clichy”. L’altro fattore è stato che, dalla strada, si scorge la porticina di un terrazzo con piccoli tavolini in ferro battuto e legno che rendono l’ambiente quasi un cortiletto casalingo.

L’ambiente

La libreria è divisa in macro-sezioni non immediatamente individuabili; questo però mi ha dato la giusta spinta a curiosare tra gli scaffali e a spulciare tra i titoli per darmi un orientamento. La libreria è anche la sede della casa editrice Clichy che si caratterizza principalmente per la sua francofilia e che dà spazio alla narrativa contemporanea, ai classici, ai libri per ragazzi e alla saggistica: è quindi scontato trovare i titoli che fanno parte del suo catalogo. A livello estetico il locale assomiglia a qualche piccola libreria parigina o londinese, si ha la sensazione di essere accolti in un luogo caldo ma allo stesso tempo popolare.

Un altro punto a favore di questo ambiente è l’intimità che si trova, difficile, oggi, da sperimentare nella maggior parte delle librerie, vuoi per la vastità dei locali, vuoi per i librai non sempre propensi ad aiutare il curioso compratore. Non c’è musica, e questo per me è un altro vantaggio, considerando che mi distraggo molto facilmente tra il seguire una melodia e l’osservare qualche strano individuo.

Il saluto

Come avrete immaginato tutti, sono un tipo che gira molto per le librerie, mi piacciono sempre anche quando hanno l’appeal del garage abbandonato con i libri ammuffiti, e c’è stato un momento che è stato per me di gran valore: quando la libraia mi ha chiesto “Se hai bisogno di aiuto chiedimi pure”. Non nego che è la prima volta che mi succede. Questa frase mi ha permesso di scambiare con lei qualche considerazione superficiale e mi ha dato la tranquillità di prendermi il mio tempo, di osservare i titoli, di riflettere, di leggere qualche frase, senza avere la sensazione di essere spiato da dietro.

La sensazione di libertà provata mi ha permesso di acquistare due titoli della casa editrice, di cui uno molto originale: Il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe stampato tutto in quattro fogli di carta di giornale. Un contenuto di valore in un format alternativo ed esteticamente apprezzabile.

Consiglio questo posto a chi vuole trovarsi un angolo tranquillo e di valore, al riparo del caos di Santo Spirito.

Autore

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. E amo spendere soldi.