Twin Peaks è tornato, è finito e già ne sentiamo la mancanza

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Una settimana è passata dall’ultimo episodio dell’attesissimo ritorno sugli schermi di Twin Peaks. Già nel mio articolo sui sequel parlai del ritorno di Twin Peaks come di un necessario ritorno a far sentire la propria voce nel panorama televisivo, che ha avuto negli ultimi anni una nuova età dell’oro. Un ritorno in pompa magna, atteso per 25 anni e annunciato esattamente 3 anni fa, nel settembre 2014 in occasione del Lucca Film Festival. Grazie all’università ebbi modo di svolgere uno stage in quel festival e di incontrare David Lynch, il regista della serie.

twin peaks

Io e il mio amico David

Dopo 10 anni lontano dalla cinepresa – anni in cui si è dato all’arte grafica, alla pubblicità, alla musica e alla meditazione trascendentale – Lynch è tornato. Ed è tornato a lavorare alla sua opera più conosciuta, ottenendo in questa occasione molta più libertà e meno interferenze da parte della rete. Sì, perché il problema maggiore delle prime due stagioni di Twin Peaks fu l’ABC che impose al regista modifiche e limiti. L’unico problema di questa stagione, invece, sono stati gli errori delle emittenti estere che hanno talvolta anticipato la messa in onda degli episodi. Prima fra tutti Sky Italia che ha rilasciato i primi 2 episodi 24 ore prima della messa in onda internazionale. Gli stessi due episodi sono stati mostrati in versione cinematografica sia al Festival di Cannes; sia ad un evento organizzato con Sky Atlantic a Lucca il 22 Giugno, al quale ha partecipato lo stesso Lynch.

Attenzione: l’articolo parlerà principalmente della terza stagione di Twin Peaks; pertanto, prima di continuare a leggere, è necessario che vediate le prime due stagioni ed il prequel Fuoco cammina con me.

Lynch ha concepito questa nuova stagione come un unico film di 18 ore che è stato mandato in onda in altrettanti episodi. Da mesi si conosceva una lunga lista di nomi che avrebbero fatto parte del cast: molti ritorni; poche assenze (quelle che pesano di più sono quelle dello sceriffo Truman e di Dana) e tanti nomi nuovi. Tra queste new entry alcuni attori che hanno già collaborato con Lynch in passato: Naomi WattsRobert Forster (Mulholland Drive); Laura Dern (Velluto BluCuore Selvaggio e Inland Empire) e Harry Dean Stanton (Una storia vera).

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Il tempo a Twin Peaks sembra essersi fermato. Troviamo gli stessi personaggi con i problemi e le stranezze di 25 anni fa, solo con qualche ruga e capello bianco in più. La nuova stagione esce però spesso dai confini della cittadina montanara. Come in Fuoco cammina con me torneremo negli uffici dell’FBI a Philadelphia, ma ci sarà un intero filone narrativo ambientato a Las Vegas. A far da filo rosso all’intera storia sarà l’Agente Cooper (Kyle MacLachlan), uscito dalla Stanza Rossa e alla ricerca del suo doppleganger. Nel ritornare sulla Terra, Cooper perde le facoltà intellettive e viene scambiato per Dougie Jones. Nel frattempo il doppleganger che al suo interno ha Bob, lo spirito maligno, è diventato col tempo un pericoloso criminale che ha progettato per anni un modo per non tornare nella Loggia Nera.

Vecchi e nuovi elementi

Passano gli anni, ma resta lo stile che Lynch ha dato a Twin Peaks, tra il serio e il grottesco, tra il dramma e la commedia, tra il gore e i quadretti familiari. Nella nuova stagione ci sarà più spazio per Gordon Cole, e finalmente la famosa Diane avrà un volto, quello di Laura Dern. Non solo, sebbene piuttosto macchiettistici torneranno i dialoghi strampalati tra Lucy e Andy. Non mancheranno nemmeno i momenti soap opera tra le coppie che già conosciamo. Le conversazioni saranno spesso lente, ponderate e con lunghe pause: tutto il contrario di quello a cui ci ha abituato la televisione negli ultimi anni.

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In tutto questo la libertà di cui ha potuto godere Lynch è venuta palesemente fuori con l’ottavo episodio. In questa occasione la storia principale viene messa da parte e ne comincia una complementare. Ambientata anni prima degli eventi narrati, un delirio onirico dall’inizio alla fine sconvolge lo spettatore, mostrando le origini di Bob. Ad un certo punto – non solo nell’ottavo episodio, ma in tutto il resto della serie – arriveremo ad accettare qualsiasi cosa venga mostrata e ci parrà assolutamente legittima. Come ad esempio rimpiazzare il nano (Michael J. Anderson non è voluto ritornare) con un albero parlante in computer grafica.

Le musiche

La musica, così come tutta la parte sonora in generale sono una parte fondamentale di Twin Peaks. Nell’evento di Lucca dello scorso Giugno, Lynch ha dichiarato che per godere al meglio dell’esperienza della serie bisognerebbe vederla in un cinema, o con un impianto ad alta fedeltà. E in effetti aveva ragione: vedere e sentire quegli episodi sul grande schermo è stato completamente differente dall’averlo visto in streaming.

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Confermato il sodalizio con Angelo Badalamenti, creatore di tutti i più celebri temi musicali della serie. In questa nuova stagione vengono ripresi i vecchi temi e in più ne sono stati creati altri. La sigla di apertura mantiene il brano musicale Falling, ma cambiano le immagini. Riprese aeree delle montagne e delle cascate si incrociano con le tende e il pavimento bianco e nero della Stanza Rossa.

La scena finale di quasi tutti gli episodi è una scena ambientata al Roadhouse nel quale si esibisce un artista diverso a serata. I generi spaziano dall’indie rock al country, dall’elettronica al synth-pop. Molti di loro hanno in passato collaborato con Lynch, come ad esempio i Nine Inch Nails che suonano nel famoso ottavo episodio; e Rebekah Del Rio che avevamo già ammirato in Mulholland Drive, e che qui vedremo accompagnata da Moby. Gruppi di nicchia come i Chromatics e le Au Revoir Simone si alternano a nomi altisonanti come Eddie Vedder, e tutti sapranno regalare un’atmosfera unica.

Cosa ne sarà di Twin Peaks?

Come ho scritto nel titolo, questo ritorno a Twin Peaks è durato giusto il tempo di un’estate, e adesso siamo punto e daccapo. Per quanto possa sembrare impossibile, questo finale lascia molte più porte aperte, e più domande di quante ne avevamo in precedenza. Se la questione di Cooper e del doppleganger è stata risolta, negli ultimi due episodi le carte in tavola vengono mischiate di nuovo. Cooper torna nel passato, la sera prima che Laura venisse uccisa, e la salva non riuscendola però a portare con sé nel presente. La scena finale, secondo alcuni può lasciar intendere che esista una ciclicità degli eventi, e che con la scomparsa di Laura, la fase di “sovrascrittura” abbia rivelato il suo meccanismo. Ma se invece di una realtà alternativa fosse un sogno come ci suggerisce il cameo della Bellucci?

Ci sarà in futuro una quarta stagione? Chi può dirlo. David Lynch ancora non si è sbilanciato, così come gli attori. Di sicuro sarà necessaria, non tanto per dare una conclusione alla serie, quello è secondario, piuttosto per ribadire che la presenza di Lynch su un qualsiasi media, sia esso una televisione o uno schermo cinematografico, è fondamentale per staccarsi dal piattume che si è venuto a creare. Partita come pioniera delle serie tv moderne, Twin Peaks rimane una boccata d’aria fresca. Frutto di una mente geniale, condito con qualche spruzzata di autoreferenzialità, vederla è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

Autore

Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.