Da dove nascono gli zombie?

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Mi dispiace informarvi che le mie conoscenze riguardo agli zombie sono scarse e lacunose. E neppure l’essere una patita di serie tv mi è stato d’aiuto in questo ambito perché non ho mai guardato The Walking Dead,IZombie, né altre cose del genere. Gli zombie non sono proprio il mio essere soprannaturale preferito; non hanno nulla di affascinante, di divertente, di invitante, almeno dal mio punto di vista. Quando penso ad uno zombie, nella mia mente nasce un’immagine simile a quella di Frankenstein… che non è nemmeno uno zombie. Ma scopriamo insieme l’origine di questa creatura.

La figura dello zombie fa la sua prima comparsa al cinema nel 1968; è George Romero a crearne il mito grazie al film horror La notte dei morti viventi. Costruisce un’immagine a cui in seguito tutti si adegueranno. Se dobbiamo riconoscere a Romero il merito di averne fatto una creatura popolare, possiamo anche dire che non fu tutta farina del suo sacco. Il regista prese ispirazione dalle numerose leggende haitiane. Saranno poi state leggende?

Il termine zombie

Il termine zombie deriva dalla parola creolo-haitiana zonbie, accertata per la prima volta nel 1871; in realtà il termine viene trovato già in un manoscritto del poeta inglese Robert Southway riguardante la storia del Brasile. E più avanti, negli Anni Venti del Novecento, è utilizzato dallo scrittore e occultista Seabrock nel suo libro Magic Island, dove parla appunto dell’isola di Haiti. Le origini del termine sono da ricercare nella religione Vodoo. Questa nascerebbe secondo gli storici da una mescolanza tra la religione cattolica e i culti indigeni, importati nel XVIII secolo insieme al massiccio numero di schiavi africani. Secondo la religione Vodoo, con la parola zombie si indica un uomo che è stato reso schiavo e privo di volontà, grazie ad un rituale praticato da uno stregone. Infatti si pensa che gli stregoni Bokor siano in grado di catturare l’anima di qualcuno morto da tempo, risvegliarlo dalla morte e renderlo schiavo.

La “zombificazione”

Incuriositi dalle leggende, molti studiosi si sono recati ad Haiti a fare ricerche sul campo. Zola Neale Hurston, una folclorista americana, durante le sue ricerche sull’isola si imbatté in un caso alquanto strano. Una donna sconosciuta era appena spuntata nel villaggio e una famiglia la riconobbe come la parente che avevano seppellito trent’anni prima. La Hurston indagò il fatto e venne a conoscenza dell‘uso di droghe che inducevano uno stato di morte apparente. Ma sarà solo più tardi, con il lavoro del botanico Wade Davis, The serpent and the rainbow del 1985, che si scoprirà di più. Lo studioso suppose che nei rituali di “zombificazione” praticati dagli stregoni venissero usate due sostanze particolari; la prima sarebbe la tetrodotossina, il veleno del pesce palla, e l’altra una polvere ricavata da una specie di pianta ornamentale. Queste due sostanze sarebbero usate per inibire i soggetti e produrre uno stato di morte apparente. In seguito verrebbero, risvegliati grazie ad un preparato somministrato dagli stregoni, ma a questo punto privi di ogni forma di volontà e facilmente manipolabili a causa del  trauma subito.

Gli zombie popolari

E ancora una volta vediamo come i media influenzino il nostro immaginario soprannaturale (oltre a tutto il resto). Lo zombie nasce infatti come uno schiavo, un lavoratore, un essere sottomesso;  non una creatura malvagia che va in giro a nutrirsi di altri esseri umani. Anzi, nel caso delle leggende haitiane lo zombie deve essere nutrito dal suo padrone e si deve in ogni modo evitare di dargli del sale. La visione che abbiamo oggi di questa creatura è stata coltivata dalla televisione, dal cinema e dalla letteratura del genere. Soprattutto negli ultimi anni gli zombie sono tornati alla ribalta a tal punto che oggi impazzano sul web guide e spiegazioni fantasiose; anche fonti piuttosto autorevoli  forniscono indicazioni per sopravvivere ad un’epidemia zombie. Si possono trovare persino in vendita bunker prefabbricati per difendersi da un’eventuale apocalisse zombie. Senza scherzi.

Che dire? Forse gli zombie dopo queste scoperte sono diventati ai miei occhi un po’ più interessanti, ma continuano a non piacermi.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.