Tanti auguri alla regina della danza: Carla Fracci

0
Condividilo!

Non è mai superfluo ricordare, specialmente ai più giovani, la grandezza di un’artista che è una delle pietre miliari della Danza italiana e internazionale, Carla Fracci.

Nata a Milano il 20 agosto del 1936 la Fracci ha solcato i palcoscenici di tutto il mondo e duettato con i più celebri interpreti, da Rudolf Nureyev a Michail BaryšnikovErik Bruhn, fino a Roberto Bolle. Ma ciò che colpisce di più è che, nonostante abbia girato il mondo, di riposarsi non ne vuole proprio sapere. In un’intervista alla Repubblica, infatti, dichiarò di aver seguito una delle massime di Rita Levi Montalcini

l’errore più grosso è andare in pensione. Ci vuole costanza, ci vuole attività, ci vuole sentimento (nel 2006).

Tutt’oggi la Fracci continua ad allenarsi e a tenersi in forma, oltre a sostenere e lavorare con i giovani, esibendosi sui palcoscenici italiani. Tra gli altri, ha collaborato con la compagnia Balletto del Sud, diretta dal coreografo Fredy Franzutti, nella coreografia Shéhérazade, e le mille e una notte, nel ruolo della Regina Thalassa. Inoltre la Fracci è stata ospite del concerto Il canto della terra di Andrea Bocelli, nel suggestivo Teatro del Silenzio a Lajatico, danzando sulle note di Ave Maria, intonata da Bocelli e dal coro dei ragazzi di Haiti, Voice of Haiti.

Carla Fracci nelle vesti della Regina Thalassa

UNA VITA SULLE PUNTE

L’incontro con la danza avvenne per puro caso. Alcuni amici di famiglia rimasero incantati vedendola ballare il valzer, cogliendo i segni di un raro talento. E pensare che lei voleva fare la parrucchiera!

Carla studiò alla prestigiosa scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano con la coreografa Vera Volkova a partire dall’età di dieci anni, fino al conseguimento del diploma nel 1954. Fino a quando il 31 dicembre 1956 le venne chiesto di sostituire la prima ballerina della Scala, Violetta Verdy, nella Cenerentola di Prokofiev. Da questo momento in poi la sua carriera subì un’impennata decisiva, iniziando a lavorare presso compagnie musicali straniere, quali il London Festival Ballet, il Sadler’s Wells Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Nel 1967 è diventata ballerina dell’American Ballet Theatre, una delle principali compagnie di balletto con sede a New York. Durante le sue numerose interpretazioni la Fracci ha personificato personaggi quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, Aurora, Odette e molte altre donne del repertorio classico. Inoltre ha quasi sempre lavorato con suo marito e regista Beppe Menegatti. Il suo cavallo di battaglia: Giselle, il capolavoro per eccellenza del balletto classico romantico. Questo balletto meglio esemplifica i sentimenti di amore, dolore, gioia e passione, tipici del romanticismo che, da lei magistralmente interpretati con charme ed eleganza, l’hanno consacrata come una delle più grandi ballerine del Novecento.

Carla Fracci in “Giselle”

DANZA E NON SOLO

La carriera di Carla Fracci si è basata sulla danza, ma la ballerina è comparsa a volte anche in ruoli differenti. Ad esempio nel 1982 quando è stata protagonista della fiction televisiva dedicata al musicista italiano Giuseppe Verdi, diretta dal regista Renato Castellani. In quell’occasione Carla interpretò Giuseppina Strepponi, moglie del compositore emiliano.

Per i servigi resi alla nazione ha ricevuto diverse onorificenze, quali quella di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Dal 2000 al 2010 è stata la direttrice del Ballo dell’Opera di Roma. Nel dicembre 2013 Arnoldo Mondadori Editore pubblica la sua autobiografia, Passo dopo passo, dove Carla racconta la sua vita.

MERITI E CONFESSIONI

Merito della Fracci è di aver reso il tutù e le punte un sogno popolare:

Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d’élite, relegato alle scatole d’oro dei teatri d’opera. E anche quand’ero impegnata sulle scene più importanti del mondo sono sempre tornata in Italia per esibirmi nei posti più dimenticati e impensabili. Nureyev mi sgridava: chi te lo fa fare, ti stanchi troppo, arrivi da New York e devi andare, che so, a Budrio… Ma a me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagata (Bentivoglio)

È stata inoltre protagonista di un evento storico: nel 1995 si è esibita nel Carcere di San Vittore. Davanti a una cinquantina di recluse “definitive” ha emozionato e si è lei stessa commossa dal calore delle detenute.

Carla Fracci e Rudolf Nureyev

PROSSIMAMENTE

Il 30 settembre la Fracci tornerà sul palco a Cremona per la quinta edizione dello Stradivari Festival, con uno spettacolo ideato e diretto dal marito Meregatti. Ispirato al grande liutaio lombardo, la coreografia andrà in scena nell’auditorium Giovanni Arvedi, su musiche di Luciano Berio, Béla Bartók e Johann Sebastian Bach. La Fracci ha affermato e ribadito, in conferenza stampa, la sua disponibilità e volontà di lavorare con i giovani:

Vorrei promuovere la danza e portarla a tutti anche ai giovani con progetti come questo. Il futuro è dei giovani e vorrei fare di più per loro.

Carla Fracci

A Carla Fracci, etoile italiana, va l’augurio affettuoso da parte di tutta la redazione 5avi.

Autore

Studentessa in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l'Università di Pisa. All'età di 6 anni ho abbracciato l'affascinante mondo della danza e del teatro, che tutt'ora continua a regalarmi grandi emozioni. "Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili". (Eugène Delacroix)