Bioarchitettura: tecniche di costruzione ecosostenibili

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Qual è l’impatto di un edificio sull’ambiente? Esistono tecniche di costruzione sostenibili? Cosa si intende quando si parla di “bioarchitettura”?

Nel quotidiano si riflette molto sui cambiamenti climatici e sull’impatto ambientale dell’uomo, sempre più negativo. In un momento in cui è richiesto a tutti un atteggiamento più sostenibile nei confronti del nostro pianeta, ho deciso di approfondire un settore dell’architettura prevede la costruzione di edifici a impatto ridotto sull’ambiente.

Bioarchitettura

Come è suggerito dal termine, bioarchitettura è quella disciplina che si occupa della progettazione di edifici sostenibili, tramite l’uso di materiali ecologici e il controllo del consumo di energia e dello smaltimento dei rifiuti. Metodi di costruzione più “tradizionali”, infatti, hanno un forte impatto sull’ambiente: l’impiego di materiali industriali, l’emissione di sostanze nocive nell’atmosfera e lo sfruttamento del suolo causano gravissimi danni al territorio.

Tecniche di bioedilizia: la “casa passiva”

La "casa passiva", un esempio di bioarchitettura

Schema del modello della “casa passiva” che evidenzia lo sfruttamento delle risorse energetiche e il suo impatto sull’ambiente

Dal punto di vista pratico, l’impatto sull’ambiente viene ridotto con l’uso di materiali locali, l’impiego di risorse rinnovabili e limitando le emissioni. Un perfetto esempio di questa teoria è la “casa passiva“, teorizzata nel 1988 dagli studiosi Wolfgang Feist e Bo Adamson. Sfruttando le qualità dei materiali da costruzione, infatti, questo particolare modello di casa è quasi totalmente autosufficiente nella produzione energetica.

Il MUSE di Renzo Piano

Un esempio di bioarchitettura: il MUSE di Renzo Piano a Trento

Un esempio di bioarchitettura: il MUSE di Renzo Piano a Trento, foto tratta da www.architetturaecosostenibile.it

Questo edificio è un perfetto esempio di architettura sostenibile. Il MUSE – Museo delle Scienze – si trova a Trento ed è stato progettato dall’archistar Renzo Piano. Inaugurato il 27 luglio del 2013, il museo presenta un profilo caratteristico che lo armonizza all’ambiente circostante. I pannelli che lo compongono, infatti, riproducono l’andamento delle vette delle montagne che fanno da sfondo alla struttura. L’edificio è dotato di un impianto di climatizzazione all’avanguardia e sfrutta l’azione di moderni pannelli solari per la produzione di energia. Inoltre è dotato di sensori di temperatura che comandano un sistema di tende per schermare le superfici dai raggi del sole estivo. La costruzione del MUSE, infine, privilegia l’uso di materiali del luogo. Per i pavimenti interni, infatti, viene utilizzato un tipo di bamboo che cresce in Italia, fattore che permette la riduzione delle emissioni causate dai trasporti su lunga distanza.

Autore

Sono una storica dell’arte amante dell’architettura, che studio con passione all’Università di Pisa. Amo leggere, passeggiare con i miei cani e trascorrere le giornate in tranquillità all’aperto. Spero di diventare, in futuro, una ricercatrice nell’ambito dei beni culturali.