Cast stellare nel Sogno shakespeariano rivisitato in chiave folk da Massimiliano Bruno

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Grande successo e sold out per l’ultimo appuntamento della Rassegna estiva 11Lune di Peccioli, Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, con l’originale e divertente regia di Massimiliano Bruno. Lunedi 31 luglio scorso si è conclusa la tredicesima edizione della rassegna pecciolese, che ha visto salire sul palco dell’Anfiteatro Fonte Mazzola molti artisti della scena contemporanea come Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Luca Ward, Paolo Conticini, per citarne alcuni. In ultimo, ma non per importanza, Violante Placido, Stefano Fresi, Giorgio Pasotti e Paolo Ruffini, tutti noti volti del grande e piccolo schermo, con differenti background drammaturgici, che si sono cimentati con la diciassettesima edizione di questo evergreen shakespeariano, prodotto da L’Isola Trovata di Francesco Bellomo. Un finale ‘con il botto ‘, che ha visto il cielo illuminarsi dai fuochi d’artificio, colorati e suggestivi.

Gran finale. Da sinistra Pasotti, Placido, Ruffini e Fresi

Mito, fiaba e quotidianità

Mito, fiaba e quotidianità s’intrecciano continuamente, con suggestioni che vanno dalle fonti classiche al patrimonio folkloristico inglese, contaminati e riadattati dal regista Bruno. L’amore, il sogno e la magia sono i temi fondamentali della commedia. La trama si snoda attorno alle vicende amorose di Ermia e Lisandro, che cercano di fuggire dal matrimonio combinato dal padre della fanciulla con Demetrio. Quest’ultimo è a sua volta amato dall’amica di Ermia, Elena. Intanto nel bosco un gruppo di artigiani ateniesi, provano una grottesca commedia da presentare al matrimonio del duca Teseo con la regina delle amazzoni Ippolita. Parallelamente Oberon e Titania, re e regina delle fate nei boschi, discutono per il destino di un giovane paggio indiano. Puck è il folletto dispettoso, servitore di Oberon, motore di tutta la commedia. Sarà lui infatti a spremere il succo di un fiore magico che, applicato sulle palpebre di una persona addormentata, la farà innamorare della prima persona che vedrà al proprio risveglio. Intrecci, pasticci ed equivoci rocamboleschi saranno districati regalando al pubblico un poetico happy ending.

Gli artigiani ateniese

Il Sogno “Folk”


È un sogno che io definirei folk – ha affermato alla conferenza stampa Bruno – perché rispetta i canoni shakespeariani della popolarità. È un sogno per il popolo fatto dal popolo.

Lo spettacolo ha una scenografia semplice, un’altalena a forma di grande mela sulla sinistra e una casetta ricoperta di edera, usata come palco dai commedianti. Ogni personaggio rispetta i canoni shakespeariani, ma con frizzanti variazioni come Bottom, uno degli artigiani interpretato da Stefano Fresi, che parla un misto di latino medievale e italiano volgare, brillante e leggero. Teseo e Oberon, interpretati da Pasotti, sono due parti maschili molto diverse tra loro: l’uno austero nei modi e nel linguaggio, l’altro un eterno Peter Pan. Bruno in questo personaggio ha osato inserendo nel copione un linguaggio con accenti francesi ‘maccheronici’, dai risvolti comici. Nel doppio ruolo della elegante Ippolita e la superba Titania, adulata e viziata dalle fate, Violante Placido ha calcato il palco con grande maestria. Infine Puck, il folletto disobbediente, il deus ex machina del Sogno, è stato interpretato dal livornese Ruffini, utilizzando un linguaggio toscano e lo shakespeariano “aspirato”.

Puck nel monologo finale.

Ultimo Atto

E così il bosco è animato da “randagi zingari circensi e ambivalenti creature giocherellone”, come lo definisce Bruno nel comunicato stampa. Un cast divertente e talentuoso, che a sua volta ha divertito ed emozionato il pubblico pecciolese in una notte di mezza estate. Alla fine della commedia il celebre monologo di Puck che rivolgendosi direttamente al pubblico, estende questa atmosfera onirica, rompendo la quarta parete.

Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia […] noi altro non v’offrimmo che un sogno.

 

 

 

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