Robot “poliziotto” decide di farla finita e si getta nella fontana

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In data 17 luglio 2017, i circuiti dell’agente K5 si sono spenti per sempre nelle fredde acque della fontana del palazzo in cui svolgeva il suo lavoro di “security robot”.

Ci avevano promesso macchine volanti, invece ci toccano robot suicidi

In un articolo precedente, ci eravamo molto preoccupati dei robot che ci rubano il lavoro. Pare che nel frattempo i robot “lavoratori” stiano già contraendo i disagi psicologici dell’impiegato contemporaneo. K5 era stato progettato per combattere il crimine e per prendere decisioni simili a quelle di un essere umano. Ma forse questo suo lato umano, troppo umano, lo ha portato a commettere un atto estremo. K5 è il primo robot suicida: sul Web c’è chi si commuove, in particolare coloro che hanno notato la sua somiglianza con il tenero RD2D (per gli amici C1P8) e c’è chi coglie spunti di riflessione sulla deriva della tecnologia e delle sue promesse:

Questo modello di robot di sorveglianza, prodotto da una società di sicurezza chiamata Knightscope, è impiegata in molti centri commerciali, parcheggi e uffici, sono una versione ipertecnologica delle videocamere di sorveglianza: inviano in tempo reale video panoramici dell’ambiente circostante e sono in grado di leggere targhe, registrare l’indirizzo IP degli smartphone vicini e addirittura individuare la presenza di armi.

knihtscope k5

Tra le features evidenziate sul sito della casa produttrice, spiccano delle “capacità forensi” che farebbero pensare che si tratti di un robot davvero intelligente: una qualità che, evidentemente, non riguardava l’esemplare in questione, visto che ha ben pensato di farsi una passeggiata sul fondo della fontana. Non di suicidio infatti si tratta, ilarità a parte, ma di un malfunzionamento del dispositivo che a quanto pare non era stato programmato per avere il buonsenso di calcolare che l’acqua fa male ai circuiti elettrici.

Già in passato questo modello aveva dimostrato comportamenti alquanto maldestri: l’estate scorsa, un altro Knightscope K5, si era messo all’inseguimento di un bambino di 16 mesi in un centro commerciale. Non si sa se sia più grave il fatto che se la sia presa con un bambino o che non sia stato neppure capace di raggiungerlo.

Di seguito, un formidabile video in stile 007 di questo capolavoro della tecnologia.

Autore

Metà filosofo e metà informatico di formazione, amo trovare il lato umano della tecnologia e soprattutto del Web. Grande sostenitore della tutela dei Diritti della Personalità su Internet, cerco come meglio posso di sensibilizzare su temi quali privacy, reputazione online e qualità dell'informazione sulla rete.