I lettori dell’estate: l’invernale

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L’estate e me

C’è una qualche reazione chimica che esplode tra l’estate e la mente di una specifica categoria di persone, che lascia un senso di fiacchezza e di mortalità e che fa desiderare le bufere invernali quasi fosse una questione di sopravvivenza.

Personalmente, l’estate non mi è mai risultata particolarmente piacevole nonostante da un paio di anni a questa parte abbia sviluppato una sorta di anticorpo e la mia mente si sia vaccinata, assecondando l’insofferenza per il caldo e la folla sulle spiagge per trasformarla in un’esperienza quanto meno indifferente.

Ho imparato a viaggiare spesso, d’estate, anche per mete vicine per sfuggire all’asfalto ribollente, al nervosismo che dilaga nelle città senza mare e al sudore che si stagna negli odori di ogni angolo.

Perché questa premessa?

Esiste una sottocategoria a coloro che fuggono dall’estate, i lettori invernali. Il sottoscritto rientra tra questi lettori, ovvero degli insofferenti all’estate ma che alla prima occasione fuggono verso le spiagge.

Questa è una sorta di auto-giustificazione: chiunque veda in spiaggia un povero disperato, rintanato sotto l’ombrellone come fosse un vampiro, protetto da strati e strati di crema solare e una canottiera per coprirsi dagli spifferi, si chiede una cosa sola: perché?

Ebbene sento di dovermi ergere a difesa di questa categoria. Perché nonostante per i lettori invernali in spiaggia sia doloroso trovare un proprio spazio, la tenacia fa sì che, alla fine delle fatiche, lo trovino.

E non importa quanti scogli dovranno scalare, non importa quanta sabbia dovranno evitare, non importa quanti insetti dovranno scacciare, essi troveranno lo spazio necessario per godersi quei momenti indispensabili a leggere e isolarsi da quest’estate che sembra non finire mai.

Sole, mare, trallalà

In qualità di lettore invernale, dovrò sostenere che l’estate non è solo sole, mare e trallalà. Non abbiamo voglia, noi, di buttarci come lucertole ad acchiappare i raggi UV, non abbiamo voglia di bagnarci e diventare delle cotolette appena sfiorata la sabbia, non abbiamo voglia di lottare per uno spazio vitale minimo.

Ma abbiamo degli amici per cui tutto questo appare indispensabile.

E quindi, già d’inverno siamo asociali perché alle uscite in comitiva preferiamo un divano e un libro, almeno d’estate la socializzazione è necessaria per mantenere questi fragili rapporti di amicizia. Ma infine cerchiamo di trovare nell’ombra e nel venticello rilassante delle spiagge il senso ai tre mesi estivi.

Chi legge

Quale migliore occasione per sfoderare una serie di mattoni infiniti che proprio il tanto amato e veloce inverno ci impedisce con le sue migliaia di ore frettolose di leggere e assaporare? Quale migliore occasione per gonfiare il proprio cuscino da spiaggia, abbandonandosi alla lettura alienante di qualche classico inglese o di qualche romanzo cyberpunk?

E poi sì, c’è quel momento in cui, rinsaviti da una descrizione troppo lunga o dal caldo delle due del pomeriggio, i lettori invernali decidono che è arrivato il momento di bagnarsi le caviglie per refrigerarsi un po’. E basta un attimo a riprendere consapevolezza della necessità del proprio habitat: scappano, come i paguri, spaventati dalla vista dell’estate.

Accessori e sopravvivenza

Ma parliamo degli accessori necessari alla sopravvivenza. Oltre alla sopracitata crema solare e canottiera proteggi-spifferi, indispensabili sono l’ombrellone e la bottiglia d’acqua per idratarsi, per evitare che la troppa esposizione al caldo ci riduca ad una medusa dalla poltiglia informe. Gli occhiali da sole, per poter leggere senza il rischio di accecamento e le cuffie per coloro che non si disturbano ad ascoltare la musica mentre leggono, per isolarsi dalle urla dei bambini o dei giovani sovreccitati.

Non hanno bisogno di molto, sono persone semplici che cercano spesso invano di sopravvivere.

Guerra

Voi, uomini coraggiosi, avete tutta la mia comprensione. Avete il mio appoggio nel combattere questa guerra silenziosa, che ha la certezza della fine con l’avvento dell’autunno ma che si prepara a colpire più forte l’anno dopo. Certo, in fin dei conti, optare per la montagna forse sarebbe meglio.

Autore

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. E amo spendere soldi.