Nina Kulagina, tra poteri ed esperimenti

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Era la fine degli anni Sessanta. C’era la Guerra Fredda. Una guerra, come tutti sapete, che era più una corsa agli armamenti, una gara a chi controllava il mondo. Si spinsero nello spazio perché la terra non gli bastava, e cercarono armi sovrumane perché quelle umane non erano abbastanza spaventose. Si innescò una competizione persino nella ricerca parapsicologica. Lo scopo era quello di creare delle persone da usare come minaccia in questa guerra così gelida, che avessero capacità tali da battere qualunque esercito del mondo. Persone con poteri. E cosa c’era di meglio che studiare chi sembrava già averli questi poteri? Fu così che Ninel Sergeyevna Kulagina, per gli amici Nina Kulagina, divenne una sorta di cavia da laboratorio. Per sua scelta, vi dirò.

Primi fenomeni

Ma partiamo dall’inizio. Nina aveva solamente quattordici anni quando i nazisti giunsero a Leningrado. Nonostante la giovane età fu costretta ad arruolarsi, insieme a tutta la sua famiglia, nell’Armata Rossa; divenne un’operatrice radio, ma venne gravemente ferita dai colpi d’artiglieria. Poi, quando la guerra finì, proseguì la sua vita, sposandosi e dando alla luce un figlio. Fin qui tutto nella norma. Sembra però che Nina fosse da sempre convinta di possedere poteri psichici. Si dice che potesse indovinare mentalmente il contenuto nelle tasche delle persone e che riuscisse ad individuare le malattie che affliggevano i degenti che incontrò durante il periodo di guerra. Ciò che la convinse di essere di fronte ad un potere che scorreva nelle sue vene fu un episodio avvenuto nel suo appartamento. Un giorno, in cui era particolarmente nervosa, Nina stava aprendo un armadio quando all’improvviso una brocca che si trovava sullo scaffale accanto si mosse fino al bordo e cadde a terra. Accaddero altre cose strane, come luci che si spegnevano e si accendevano da sole o oggetti che si muovevano. Sembrava l’azione di un poltergeist, invece era lei.

L’esaurimento nervoso

Gli esperimenti iniziarono più tardi. Nel 1964 Nina si trovava in ospedale in seguito ad un esaurimento nervoso e qui passava la maggior parte del suo tempo a cucire. I medici notarono che era capace di scegliere il filo del colore desiderato dalla cesta dei gomitoli senza guardarli; per questo motivo sembra che vennero chiamati parapsicologi e scienziati locali  per capire come ci riuscisse. Si decretò che possedeva la capacità di vedere i colori tramite le mani. Quando guarì e uscì dall’ospedale Nina accettò di collaborare e di sottoporsi a numerosi esperimenti e studi sulle sue facoltà. Venne osservata da una quarantina di esperti e nessuno riuscì mai a trovare trucchi o spiegazioni logiche. Il suo potere maggiormente sviluppato sembrava essere quello della telecinesi; riusciva cioè a spostare gli oggetti con la forza del pensiero.

Gli esperimenti

Gli esperimenti venivano condotti in modo da evitare i possibili trucchi allora conosciuti. Si verificò che Nina riuscisse a spostare oggetti non in metallo, per escludere l’uso delle calamite. Ci si assicurò che potesse muovere oggetti contenuti in scatole di plexiglass chiuse, così da non potersi avvalere di fili. Prima di ogni esperimento la donna veniva sottoposta ai raggi X, il luogo era rigidamente controllato, venivano alterate le condizioni di partenza, per essere sicuri che non vi fosse qualcosa di preparato. Nessuno riuscì mai a  trovare prove che dimostrassero la non autenticità dei fenomeni. La Kulagina vinse addirittura una causa legale intentata contro un giornale che l’aveva accusata di essere un’imbrogliona. Quello che desta dei dubbi è la lunga preparazione che serviva a Nina prima di un esperimento. A volte impiegava anche delle ore prima di avere la concentrazione necessaria; doveva sgombrare la mente da ogni altra cosa. Dopo aver usato i suoi poteri rimaneva debole per molto tempo; i test medici mostravano un preoccupante aumento del battito cardiaco, un innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue, problemi al sistema endocrino. Si dice che all’apice dell’azione Nina provasse un forte dolore alla spina dorsale e le si annebbiasse la vista.

La fama

La sua vera fama però ebbe inizio nel 1968 quando alcuni video in bianco nero degli esperimenti a cui era stata sottoposta vennero mostrati alla Prima Conferenza Internazionale di Parapsicologia di Mosca. Da qui il suo nome raggiunse l’occidente e venne permesso anche ad alcuni scienziati americani di occuparsi del suo caso. Questo finché l’URSS non si rese conto che Nina poteva essere una risorsa, anche solo per la propaganda e mise sotto chiave il suo tesoro. Nina collaborò con i servizi segreti e le venne dato uno pseudonimo per tenere nascosta la sua identità. Nei vari esperimenti a cui partecipò, mostrò di possedere anche altre facoltà, come la pirocinesi, ovvero il controllo del fuoco tramite la mente; si notarono inoltre doti taumaturgiche. Gli esperimenti diminuirono da metà anni Settanta dopo che Nina ebbe un attacco di cuore, ma durarono fino alla sua morte.

Come sempre in questi casi mai sapremo la verità su di lei. In ogni caso, se è stata una truffatrice, tanto di cappello. Trovo che quello di imbrogliare così bene le persone sia comunque da considerarsi un potere paranormale.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.