Bonucci e i “traditori” nel calcio

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L’uomo è un animale semplice: quando è coinvolto in una relazione di qualsivoglia tipo, ed è preso, riesce a promettere mari e monti, a garantire fedeltà assoluta e amore eterno. Qualcuno ci riesce, qualche volta invece questo legame viene meno e ne scaturiscono frizioni di grande entità; questi dissidi sono già importanti quando sono presenti fra due persone, figuriamoci quando la parte lesa è un’intera tifoseria, comunità passionale per eccellenza. In questo articolo porterò alla memoria alcuni tra i più grandi tradimenti avvenuti nel calcio, salto della barricata da una rivale all’altra condito da isteria collettiva e accanimento.

Torino-Milano solo andata

La distanza che intercorre tra Torino e Milano è di 141 chilometri (Google Maps santo subito), quella però che separa ormai i tifosi bianconeri, parte lesa in questa liaison estiva, dall’ormai ex idolo Leonardo Bonucci, è già siderale.

Sembrava indissolubile il legame tra la Vecchia Signora e il difensore che ha riscritto i canoni del ruolo, ridefinendo il centrale difensivo come primo regista capace di far saltare il pressing avversario. Leo approda in bianconero nel luglio del 2010, dopo essere stato protagonista, insieme al collega di reparto Ranocchia, della splendida annata vissuta dal Bari, neopromossa in Serie A, guidata dal tecnico Ventura. Tra i due centrali difensivi il predestinato era Ranocchia, mentre Leonardo era visto come l’anello debole tra i due. Mai era stato commesso uno sbaglio come questo. Infatti, se Ranocchia, dopo l’approdo all’Inter e un avvio brillante, si è progressivamente eclissato, Bonucci ha vissuto un’escalation senza fine, tanto da arrivare ad essere considerato uno dei migliori al mondo nel proprio ruolo.

Avere testa e piedi da centrocampista ne ha fatto un esemplare unico che uniti ad una personalità da leader, ne ha fatto una perfetta macchina da guerra. L’arrivo alla Juve fu condito da scetticismo, rinforzatosi dopo le prestazioni disastrose offerte dal difensore durante i primi tempi, ma complici l’intuito di Conte e il carattere del centrale, Leonardo ha cominciato ad offrire perle al proprio tifo, diventandone bandiera e leader, inventandosi anche l’esultanza nota come “sciacquatevi la bocca”, dedicata a tutti i detrattori della Vecchia Signora.

Aveva promesso eterno amore ma non aveva fatto i conti con il terzo incomodo, l’amante che distrugge tutto. Viene da Livorno e ha una personalità forte, talmente forte da non poter sopportare l’ego di Bonucci. Dopo vari scontri, la goccia che ha fatto traboccare il viso sono le eventuali parole sul compagno Barzagli da parte di Leonardo, dette nello spogliatoio di Cardiff, teatro della finale di Champions League di quest’anno, che hanno scatenato una rissa e l’out-out di Mister Allegri, o io o lui. La società ha scelto, Bonucci anche. Con buona pace dei tifosi.

Porc!

Ecco come fu definito Luis Felipe Figo nel 2000, anno del clamoroso trasferimento dal Barcelona al Real Madrid. Maiale. Così fu etichettato dagli ex-tifosi blaugrana, inorriditi da tanta sfacciataggine e da un tradimento così grave. La rivalità infatti tra i catalani scissionisti del Barcelona e i reali di Spagna rappresentati dal Real Madrid, va ben oltre il mero sport: è una rivalità politica vecchia di secoli, dove il Barcelona rappresenta la voglia popolare della Catalogna di scindersi mentre il Real è il nemico dell’eventuale separazione, il “male” delle istituzioni che tengono unita la Spagna. Ecco, contestualizzate il trasferimento in questo contestino socio-politico e provate a capire cosa possa significare il trasferimento del proprio giocatore simbolo da una parte all’altra delle fazioni. Un po’ come se William Wallace avesse abbandonato gli scozzesi per approdare nelle file degli inglesi, uno strazio per le anime delle lande.

Ultrà in esilio

L’immagine qui sopra non ha bisogno di molte spiegazioni. Secondo i tifosi dello Schalke 04, squadra di cui Manuel Neuer si è sempre professato tifosissimo e assiduo frequentatore della curva, il portiere si è “inginocchiato” davanti allo strapotere economico degli acerrimi rivali del Bayer Monaco. Era il 18 settembre del 2011, pochi mesi dopo la cessione di Neuer, quando i tifosi “traditi” accolsero l’ex beniamino e capitano con questa bella rappresentazione. “Judas”, “Verräter”, ” bastard” sono solo pochi dei fantastici epiteti con cui è stato  dato il benvenuto al portierone tedesco che ha sofferto in silenzio la situazione ribadendo anche più volte la propria fede verso il bianco-blu di Gelsenkirchen, dichiarazioni che gli hanno escluso l’accesso alla sua attuale curva del Bayer e il veto da parte della frangia più radicale di tifosi del suo approdo in Baviera, mettendo Manuel in un limbo in cui non era benvoluto da nessuno. Fortunatamente il gigante tedesco è riuscito a parare anche queste accuse, usando le proprie spalle larghe per sostenerne il peso e guadagnarsi il rispetto dei suoi nuovi tifosi a suon di prestazioni ottime. Del resto, non si viene considerato miglior portiere del mondo per caso.


Vorrei chiudere con questa immagine, simbolo di un calcio romantico ormai in estinzione: aprile del 1991, Baggio, dopo il trasferimento obbligato dalla proprietà viola da Firenze a Torino torna al Franchi, casa sua per quattro anni e dalla quale non avrebbe mai voluto andar via. Nonostante i tifosi toscani scesero piazza per evitare la cessione del fenomeno col codino, i Pontello avevano già deciso il da farsi e niente poté fermarli. Nell’aprile del ’91, appunto, si giocava Fiorentina-Juve, e Baggio tornò a Firenze, casa sua, con addosso la maglia degli acerrimi rivali della Juventus: rigore per la squadra di Torino, toccava a Roberto tirare ma lui si rifiutò perché Mareggini, allora portiere della Viola, lo conosceva bene e se avesse sbagliato si sarebbe preso del “venduto” dai suoi nuovi sostenitori. Toccò a De Agostini tirarlo, Baggio fu sostituito e durante il tragitto dalla panchina agli spogliatoi cadde una sciarpa viola. Candidamente si chinò e…il resto è storia.

Autore

29 anni con tentativi falliti di diventare giornalista, musicista, giocatore, astronauta, porno attore e He-Man. Ad ora sono un umile operaio col mutuo sulle spalle per pagare le rate della Morte Nera.