Tutto quello che c’è da sapere sui tarocchi

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Nei miei svariati tentativi nel corso degli anni di “fare la strega”, lo ammetto, ho provato anche questo: i tarocchi. Con scarsi risultati, come sempre.

È stato con i tarocchi che mi sono arresa all’evidenza e ho capito che la magia non è proprio un dono che possiedo. Avevo fatto tutto ciò che il libro prescriveva, eppure continuavo a non vedere nulla di più delle figure in quelle carte che mi ritrovavo davanti, e nessuna risposta alle mie domande. Ma che io non ci sia riuscita non significa che voi non possiate. Prima di addentrarsi nel mondo dei tarocchi, però, è giusto avere qualche informazione di base, soprattutto se siete proprio digiuni sull’argomento.

Qualcosa sui tarocchi

Non so se sapete che un mazzo di tarocchi è composto da 78 carte, 22 Arcani maggiori e 56 Arcani minori.

Gli Arcani maggiori

Sono quelli che forse tutti conosciamo in un modo o nell’altro. Sono le carte che rappresentano degli archetipi universali, ognuna con un proprio nome e significato. È qui che troviamo il Matto, l’Appeso, la Ruota della Fortuna o la Morte. Possiamo dire che gli Arcani maggiori, già da soli, possono permetterci di fare un giro di tarocchi ed ottenere le informazioni che vogliamo.

Gli Arcani minori

Gli Arcani minori sono divisi in quattro semi: coppe, bastoni, denari e spade. Sono le ciliegine sulla torta che servono a specificare i significati o a contestualizzare. Comunque da non sottovalutare.

L’origine dei tarocchi

Ricostruire la storia dei tarocchi a partire dalla loro origine non è semplice; le teorie portano un po’ in tutto il mondo, e probabilmente possiamo definirle leggende. Alcuni dicono che i tarocchi siano stati creati dal dio egizio Thot, altri che provengono dalla Grecia tramite gli  insegnamenti di Ermete Trismegisto. Altri ancora che abbiano avuto origine in Europa grazie alla famiglia dei Rosacroce, ai Templari o all’ordine della Massoneria. Se volete sapere il parere degli storici al riguardo, i tarocchi nascono come carte da gioco normali e sono attestate dal XV secolo nelle corti dell’Italia settentrionale.

Alcune regole di base

  1. La prima regola fondamentale è che non dovete comprarvi da soli il vostro mazzo di tarocchi

    Porta male, e nessuno di noi vuole sfidare la fortuna, giusto? Dovete farveli regalare. Avrete un’ampia scelta nel decidere quale sarà il vostro mazzo; nel corso dei secoli, infatti, ne sono stati creati moltissimi, ispirati a varie scuole esoteriche. Alcuni dei più famosi sono i Visconti-Sforza, i tarocchi di Marsiglia, i Rider-Waite. Persino Salvador Dalì ha disegnato un mazzo di tarocchi. Quindi, per quanto io l’abbia scelti a caso, penso che non dovreste, per cui fate una ricerca per capire il mazzo più adatto a voi. Ma ricordate, una volta in vostro possesso, il mazzo dovrebbe essere toccato dalle altre persone sono nella fase in cui vengono mescolate le carte.

  2. È necessario un ambiente tranquillo, silenzioso, confortevole. Poi le prime mosse

    Trovato il giusto ambiente, si procede con l’invocazione della protezione divina e la purificazione da eventuali energie negative. Si formula la domanda e si mischiano le carte. Si dispongono le carte a faccia in giù sul tavolo. Esistono varie disposizioni, dette giri, che cambiano a seconda dell esigenze, delle domande, dei clienti. Quella più elementare è il giro multifunzione.

  3. Si dice che le carte dei tarocchi non prevedano il futuro ma semplicemente mostrino ciò che nella nostra vita già esiste od è in potenza

    Un cartomante serio probabilmente vi spiegherà che un consulto serve a capire meglio una situazione o un problema; a vagliare le vostre idee, non a darvi una risposta. Dunque evitate di porre domande che implichino una risposta secca, come sì o no, perché non ne otterrete alcuna

  4. Per diventare dei buoni cartomanti bisognerebbe concedersi il tempo di creare un rapporto personale con ogni carta

    Esistono vari tipi di esercizi per riuscire in questa impresa, dalla visualizzazione al sogno, passando per lo studio. All’inizio si userà un manuale che riassuma il significato fondamentale di ogni carta. Ma la verità è che i tarocchi andranno poi interpretati in un altro modo. Saranno le sensazioni, i legami con le altre carte sul tavolo, la persona stessa che si ha di fronte, a suggerire il significato. E quindi se non siete persone particolarmente empatiche, probabilmente non ne sarete capaci. La regola dice che una carta passa al significato opposto quando è capovolta. Nonostante ciò, è necessario cogliere le sfumature, perché nessuna carta sarà mai totalmente positiva o negativa.

Io e i tarocchi

Infine la mia esperienza personale. Mi sono fatta leggere i tarocchi da una cartomante prima che mi venisse la malsana idea di provare a leggerli da sola. Dovete sapere che non si dovrebbero mai fare le carte per se stessi. Perché si è troppo coinvolti, non si vedono le cose in modo lucido, e per questo non è consigliabile.

Da cliente posso affermare che sono rimasta impressionata da ciò  che mi hanno detto. Sembravano sapere cose che però, forse, mi si leggevano in faccia. Qualcuno mi disse che avrei fatto un lavoro legato alla comunicazione, molto prima che mi passasse per l’anticamera del cervello di iscrivermi a Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Ma quale lavoro non è legato alla comunicazione?

Alla fine ho deciso di mettermi dall’altra parte; ho studiato le tecniche usate per far credere alle persone che sia davvero magia. E ho scoperto che siamo noi a dare tutte le informazioni al cartomante. Ho scoperto che rimaniamo colpiti per affermazioni molto comuni, quando sembrano costruite su di noi. Ho visto che il ricordo di queste esperienze non è in noi oggettivo. Ho smascherato la magia insomma. Ma nonostante ciò, ancora vorrei farmi leggere le carte. Perché il dubbio che possa esserci della verità non se ne va mai. E perché, anche se non c’è verità, forse qualche volta abbiamo bisogno di una persona esterna ed estranea ai fatti che ci rassicuri su una scelta che in realtà abbiamo già fatto da soli.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.