L’amore Vol.2: Il Perverso

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Il corpo esposto: l’erotismo, lo scandalo e il voyeurismo di Nan Gouldin e Pierre Molinier

Pervèrso: agg. [dal lat. perversus, propr. part. pass. di pervertĕre: «sconvolgere»].

Sconvolgere, pervertire, degenerare, essere anormali. Questa la perversione.

Cos’è dunque l’amore perverso?

Un amore morboso, senza freni e inibizioni? Un amore un po’ kinky o sadomasochista? O semplicemente un amore fuori dal normale? Certo, occorrerebbe prima definire cosa sia davvero la normalità, un concetto alquanto precario e instabile. Ma se consideriamo l’erotismo e la depravazione come elementi di perversione, ecco allora che entrano in campo una serie di complicazioni. Due artisti, in particolar modo, spiccano per la loro celebrazione dell’amore senza filtri. Si tratta della fotografa statunitense Nan Goldin e del pittore e fotografo Pierre Molinier.

Nan Goldin

Il lavoro di Nan Goldin è incentrato sul corpo e su questo voyeurismo che tratta l’amore come un feticcio. I soggetti sono presi dalla realtà, dalle sue cerchie di amici e conoscenti. Si tratta di un mondo di outsiders, freakviolenze e droghe. Ma più che di una denuncia, si tratta proprio di un’estetizzazione delle stesse. Una testimonianza impassibile volta a mostrare le sfaccettature di vite completamente diverse fra loro.

Nella sua Ballad of Sexual Dependency, la Goldin mostra anche i segni di passioni violente, di turbamenti e solitudine. Perché l’amore è anche solitudine. In un‘orgia bulimica di corpi nudi, luci soffuse e glitter in pieno stile “sex, drugs & rock n’ roll” ci troviamo immersi in questo mondo di emozioni.

Pierre Molinier

Molinier, attivo fino agli anni Settanta del Novecento, crea invece delle immagini in pieno stile fetish. A metà fra fotografie, quadri e fotomontaggi, i suoi lavori celebrano la sessualità nei modi più variegati. Distruggendo ogni etichetta, ogni binarismo e costruzione sociale di sorta, gioca con l’ambiguità. Utilizza maschere, si traveste, fa travestire le proprie modelle e i propri modelli, flirta con la sessualità e il bdsm. Decostruisce il genere: confusi, spiazzati, non possiamo più definire se uomo o donna, maschio o femmina. Arresi, siamo costretti ad accettare la grande verità della bellezza dell’essere umano, non categorizzabile.

Corpi esposti, liberi e potenti alla mercé dello spettatore. Lui che guarda, osserva, se ne sazia e ne vuole ancora. La celebrazione della sessualità, del sesso, del feticcio, dell’amore. Ciò che più che mai insegnano artisti come Nan Goldin e Pierre Molinier, è l’assenza di regole. Perché non esiste una norma che ci spieghi come amare, quanto amare, chi amare. Non esistono metodi o tecniche necessarie per poter amare meglio. E quindi amate. Celebrate l’amore. Ma non l’Amore da fiaba, quello dei principi e delle principesse. Celebrate l’amore per voi stess*, l’amore per il prossimo, per le vostre passioni, per il vostro lavoro, per le vostre vite.

Siate ribelli: amate, sempre.

Autore

Sono una persona che ha molte difficoltà nel descriversi, meno difficoltà nel ciarlare ed infinite nel relazionarsi col mondo. Eterno ignorante, fra mille dubbi l’unica certezza rimasta è che la dieta la inizio lunedì prossimo.