Telde, la città delle streghe

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Oggi andiamo lontano, perché non mi trovo in patria in questo momento, ma a Gran Canaria, e il Magical Mistery Tour si muove insieme a me. Sembra che le leggende e le storie soprannaturali siano numerose alle Canarie, ma ho scelto per voi quelle di una cittadina di questa magnifica isola: Telde. Dovete sapere che la città è stata  capitale di Gran Canaria, prima di essere sostituita da Las Palmas. Questo suo passato glorioso non ha lasciato tracce evidenti, ed è più la sua aura che la sua effettiva bellezza a renderla interessante. Infatti, Telde è conosciuta come la ciudad de las brujasovvero la città delle streghe. Vediamo perché.

La magia a Telde

La fama è dovuta ai numerosi racconti che circolano sul suo conto. Nella maggior parte di queste Telde è descritta come il luogo dove le streghe di tutta l’isola si riunivano per celebrare i famosi sabba. Sappiamo che quando le persone si rivolgono alla magia è per assecondare i propri istinti più innati: l’odio e l’amore. Pare che la magia praticata a Telde fosse principalmente magia amorosa; si dice che le donne praticassero incantesimi per far innamorare le loro prede e farsi sposare. Anche oggi Telde è sede di riti ed esperienze magiche; si dice che si possano trovare nelle sue vie più nascoste, galline morte, bambole con chiodi di garofano abbandonate, resti di riti satanici. Io non ho trovato nulla, però forse non sapevo dove cercare.

Passiamo, ora, alle sue due leggende più famose.

La notte di San Juan

La prima storia inizia nel 1802 alla vigilia della notte di San Juan, durante il banchetto per la celebrazione del matrimonio di una giovane coppia. Si racconta che nella città vivessero tre streghe, una delle quali, la Strega Bianca, era stata posseduta dal diavolo. Nonostante gli sforzi della Strega Nera e della Strega Rossa, la Bianca giunse alla festa e in preda al demonio lanciò una maledizione: la città e tutti i suoi abitanti sarebbero diventati di pietra. Così fu. La situazione fu salvata solamente grazie ad una giovane fanciulla cieca, di bianco vestita, che raccomandandosi presso San Juan riuscì a fargli annullare il sortilegio. Tutti ripresero le loro sembianze umane e per ringraziare il santo accesero dei falò, esprimendo i loro desideri. Ecco spiegati i festeggiamenti che si celebrano la notte del 23 giugno.

Il venditore di carbone

La nostra seconda leggenda, invece, è più recente e risale a circa settanta anni fa. Si dice che un uomo stesse vendendo del carbone nella piazza principale della città, quando una donna arrivò e gliene domandò un chilo. L’uomo, non l’avesse mai fatto, alzò il prezzo della merce. Non sapeva che quella che aveva davanti era una strega e che si sarebbe presa la sua vendetta. Possiamo comunque dire che fu buona: gli disse semplicemente che ci avrebbe messo una settimana per tornare a casa. La giornata dell’uomo proseguì tranquillamente, finché non fu l’ora di tornare a casa dalla sua famiglia. A quel punto cominciò a sentirsi perso e si rese conto di trovarsi in un vicolo infinito, fatto di pareti bianche e uguali; nonostante gli sforzi non trovava una via d’uscita: era come se fosse intrappolato in un labirinto. Quando finalmente trovò la via di casa, stava iniziando ad albeggiare, ma non era passata solo qualche ora. La moglie, non appena lo vide, lo abbracciò e iniziò a piangere per il marito scomparso da ormai una settimana. Così l’uomo ricordò le parole della vecchia e capì.

La casa maledetta

Un’ultima leggenda, forse più credibile e recente, ci porta a una casa. Sembra che l’edificio, oggi diroccato, sia stato chiuso dal comune perché sede di riti satanici ed esoterici. Le storie che la riguardano sono numerosissime; si dice che un pomeriggio un gruppo di ragazze siano entrate nella casa incuriosite dai racconti che circolavano; mentre camminavano tra i suoi corridoi videro una sfera di luce. Questa fluttuava e all’improvviso si schiantò contro delle tende riflettendo una serie di cristalli di luce. Le ragazze fuggirono, senza rendersi conto di essere state ferite dal riflesso dei cristalli che si erano proiettati su di loro. Altri avvenimenti simili sarebbero capitati nel corso degli anni;  movimenti sinistri e avvistamenti di strane figure l’hanno resa nota come la casa del diavolo.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.