I robot ci rubano il lavoro? Ecco le professioni più a rischio

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Chi sarà il primo a soffiarci il lavoro, un rifugiato o una macchina? Molto probabilmente la seconda. La minaccia alle nostre scrivanie non arriva a bordo di barconi blu, ma dai centri di produzione tecnologica più avanzati. Xenofobie a parte, è già da tempo che ci si chiede se i robot sostituiranno il lavoro umano e già siamo consci che sta succedendo (non serve pensare ad androidi futuristici che dirigono il traffico, ma a casse automatiche al supermercato e abbonamenti telefonici esclusivamente online). Oggi un nuovo sito web risponde alla domanda “Un robot mi ruberà il lavoro?” fornendo una stima del rischio di “automatizzazione” a cui la propria professione è sottoposta.

I robot ti ruberanno il lavoro?

Will robots take your job?, questo il nome del sito che, tramite una semplice barra di ricerca con cui può essere interrogato, rivela il grado di resistenza di una vasta varietà di professioni al progresso tecnologico. Creata dai web designer Mubashar Iqbal e Dimitar Raikov, la piattaforma calcola le proprie stime sulla base di una ricerca condotta dalla Oxford University nel 2003, secondo la quale il 47% delle professioni negli Stati Uniti è destinata ad essere automatizzata. Inserendo la propria professione (in inglese) nella barra di ricerca, l’utente potrà sapere se deve cominciare a preoccuparsi per la propria occupazione o, in alternativa, premere il tasto random per scoprire quali mansioni è meglio evitare nel caso si stia ancora chiedendo cosa vorrà fare da grande.

Alto rischio per cassieri e commessi, sonni tranquilli per i coreografi

Tra i lavori più a rischio si trovano cassieri e vendita al dettaglio (rispettivamente 97% e 92% di probabilità di automazione). Non se la vivono tanto meglio i cuochi (94%) e purtroppo molte forme di artigianato (tutte intorno al 90%). Al sicuro insegnanti (0,95%) e ingegneri (1,4%), ma la professione del futuro pare essere il coreografo, con un rischio di automazione pari allo 0,4%.

Programmatori: bene ma non benissimo

Curioso il destino riservato agli stessi autori delle “menti” artificiali che muovono i meccanismi che si sostituiscono alla mano umana: gli informatici. Per quanto si possa pensare che il loro grado di rischio sia al pari degli ingegneri, altri responsabili dell'”avanzata” dei robot, le percentuali in realtà risultano molto più alte: 13% per gli sviluppatori software (“Non c’è da preoccuparsi” commenta il sito, ma è comunque meno rassicurante di “Completamente sicuro” riservato ai coreografi). Preoccupanti i risultati per i computer programmers, con la quale il sito sembra classificare un’ampia gamma di attività legate ai computer, il cui rischio di automazione raggiunge il 48%!

Autore

Metà filosofo e metà informatico di formazione, amo trovare il lato umano della tecnologia e soprattutto del Web. Grande sostenitore della tutela dei Diritti della Personalità su Internet, cerco come meglio posso di sensibilizzare su temi quali privacy, reputazione online e qualità dell'informazione sulla rete.