CR Leg7nd

0
Condividilo!

Juventus-Real Madrid. Il campo ha decretato che queste due squadre sono il meglio del calcio europeo, almeno al momento. Due squadre imbottite di campioni come il sacro Buffon, la “Joya” Dybala, il “Pipita” Higuain per la Juve contrapposti a “Mr 100 Mln” Bale, “Tarzan” Ramos e il nuovo astro del calcio spagnolo Isco. Ma tra tutte queste stelle ce n’è una che brilla più delle altre, che funge da Stella Polare per chi pensa a come sarà il calcio del futuro: Cristiano Ronaldo.

Povertà e talento

Cristiano nasce a Funchal, capoluogo della regione autonoma di Madeira, il 5 febbraio del 1985. Nasce in una famiglia povera, dove convive con due sorelle maggiori e un fratello di dieci anni più grande.
Comincia a tirare i primi calci al pallone nella squadra dell’Andorinha, società dove il padre svolge la mansione di magazziniere. I ragazzini, ben cinque anni più grandi di lui, si accorgono del talento innato del ragazzo e lo chiamano a giocare per spostare gli equilibri. È un predestinato Ronaldo, e nonostante le difficoltà economiche in cui versa la propria famiglia, riesce ad approdare allo Sporting Lisbona, una delle tre big del campionato portoghese. Riesce a vincere la concorrenza di molte squadre staccando un assegno da ben 12000€, un record per un bambino di dodici anni. Esordirà in prima squadra nel 2003, in un’amichevole estiva contro l’Inter dove desterà l’interesse del maestro Sir Alex Ferguson. Dopo appena una stagione passata con i lusitani, infatti, cambierà Paese, attraverserà la manica e si accaserà al Manchester United abbattendo i primi due record di una lunga lista: primo calciatore portoghese ad indossare la casacca dei Red Devils e teenager più pagato al mondo (18,82 Mln di €).

Il nuovo Best

Ci sono stati tanti calciatori segnalati come “il nuovo George Best”, ma questa è la prima volta che è un complimento per me.

Questa fu la reazione della leggenda che ha dettato le regole per indossare la numero 7 dello United quando fu annunciato l’arrivo di Ronaldo, e in contemporanea, paragonato al genio di Belfast. Mai paragone fu più azzeccato: dopo un normale periodo di adattamento, Ronaldo si ritagliò sempre più spazio diventando ben presto un punto fermo nello scacchiere di Ferguson. Da ala pura cominciò a cercare sempre di più la porta, dimostrando una propensione al gol non comune per un giocatore di fascia: i doppi passi, le finte, le rabone piano piano passarono dallo status di vezzi a gesti tecnici finalizzati al gol.

Il 19 marzo del 2008 Cristiano Ronaldo riuscì a superare il numero di gol segnati da George Best in una stagione: raggiunse le 33 marcature, un record che teneva dalla stagione 1967-1968. L’aquila di Madeira aveva spiccato il volo! La stagione 2008-2009 fu epica per lo United e quella della consacrazione per Ronaldo: i Red Devils vinsero Premier League, Champions League e coppa nazionale, Ronaldo concluse la stagione con 31 reti in 34 partite di campionato e 8 reti in 11 partite di Champions, vincendo in entrambe le competizioni la palma di miglior marcatore e aggiudicandosi la “Scarpa d’oro”, premio riservato al miglior marcatore dei campionati europei.

Galactico

Ma Cristiano Ronaldo ambiva ad altro, ambiva al massimo: prendersi il Real Madrid.

Nella stagione 2009-2010 il Manchester accetta un’offerta di ben 94 Mln di euro dando il benestare alla partenza della stella portoghese e favorendone la conquista della galassia. È qui che CR7 diventa la stella più luminosa dei Galacticos, infrangendo record su record e dettando nuove regole in fatto di calcio. 394 presenze con la Camiseta Blanca condite da 406 reti, vincitore di quattro Palloni D’Oro, di quattro Champions League, si aggiudica per quattro volte  la Scarpa d’Oro, cambia il proprio stile di gioco alla soglia dei 30 anni accentrandosi, limitando così le scorribande sulla fascia mantengo però la freddezza sotto porta. Ne sa qualcosa la Juventus, nel match giocato sabato il lusitano ha toccato 3 palloni spedendone in porta 2. Fenomeno.

Profeta in patria

Lo aveva promesso Cristiano, lo aveva promesso al proprio popolo: avrebbe vinto un titolo con il Portogallo prima della fine della propria carriera.

Dopo aver sfiorato la vittoria all’europeo nel 2004 e  aver raggiunto risultati più o meno buoni nelle successive competizioni, la Nazionale portoghese si affaccia al campionato europeo del 2016 come squadra bella ma mai vincente. Conclude il girone eliminatorio con tre pareggi, strappando la qualificazione come migliore terza e andando ad affrontare un avversario ostico come la Croazia. Dopo una partita tirata il Portogallo la spunta per una rete a zero sopraggiunta nel recupero. Ai quarti si libera della Polonia solamente ai calci di rigore riuscendo a raggiungere le semifinali senza battere alcuna squadra prima del novantesimo, record abbastanza singolare.

L’ultimo ostacolo prima della finale è il sorprendente Galles, guidato dal compagno di squadra Bale. Il Portogallo lo liquida con un secco 2-0 raggiungendo la finale contro i padroni di casa della Francia. La partita è carica di tensione che ha il suo culmine quando Payet, ala francese, al minuto 24 falcia Ronaldo provocandogli una lesione al legamento collaterale e costringendolo al cambio. Da qui comincia la vera partita di Ronaldo: col ginocchio fasciato comincia a dare ordini ai propri compagni, ad incitarli, a spingerli verso la vittoria come un solo un vero leader sa fare. Ci penserà Eder, un semplice operaio, a far fuori la Francia con un tiro scagliato dai 30 metri al minuto 109: promessa mantenuta, Ronaldo ha portato il primo titolo internazionale nella bacheca del Portogallo.

Anche se ripetuta, c’è solo una parola per descrivere questo cyborg mediterraneo: fenomeno. E unico. Un giorno potrò dire di aver visto giocare un robot dai piedi chirurgici e dotato di un’esplosività immensa, un giorno racconterò ai miei nipoti di cosa voglia dire aver visto l’era di Ronaldo.

Autore

29 anni con tentativi falliti di diventare giornalista, musicista, giocatore, astronauta, porno attore e He-Man. Ad ora sono un umile operaio col mutuo sulle spalle per pagare le rate della Morte Nera.