Intervista in famiglia: storie di spiriti

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Vi avevo già detto no che i poteri magici, quando ci sono, saltano una generazione? Di fatto la mia fissazione per il paranormale deve essere genetica; non che io ne sia mai stata testimone. Diciamo che per me è un gene recessivo, non appartengo proprio direttamente a quella linea di sangue. Vorrei raccontarvi comunque questi brevi contatti che la mia famiglia sembra aver avuto con il mondo del soprannaturale. E lascio la parola ai parenti; mi limiterò a fare domande, perché queste storie, vere o non vere, mi mettono i brividi.

Qual è stata la tua prima esperienza con il paranormale?

Avevo dieci anni e facevo da una settimana lo stesso identico sogno tutte le notti. Mia nonna era in corridoio vicino alla finestra, e ad un certo punto un uomo, dalla corte interna del condominio, con le braccia che sembravano snodabili, si allungò fino ad arrivare alla nostra finestra del terzo piano. Poi pugnalò mia nonna. A quel punto  mi svegliavo sempre. Era un sogno da bambina, un incubo e ne rimanevo molto spaventata. Con il senno di poi si rivelò un sogno premonitore. La nonna morì ad una settimana dall’inizio dei miei sogni.

Qual è stata la prima volta invece che hai visto qualcosa? E cosa esattamente?

Era il 1989 e avevo quindici anni. Ricordo che ero in camera mia e stavo ascoltando il walkman, quando girandomi vidi davanti alla porta, accanto al mio letto, la figura di una donna. Potevo vedere attraverso il suo corpo, è difficile da descrivere ma mi rendevo conto che non era una persona in carne ed ossa; potevo vedere oltre la porta. Mi assalì il panico, o meglio il terrore, nonostante non sentissi cattiveria in quello spirito. Mi paralizzai e mi stropicciai gli occhi. Ma era ancora lì. Così chiusi gli occhi e corsi attraverso la porta fuori di casa. Rimasi lì ad aspettare mia madre finché non tornò da lavoro. Dopo un mesetto dovetti andare dalla proprietaria  che abitava al piano di sopra. Mentre ero lì mi accorsi che in una cornice appoggiata su un tavolo c’era la donna che avevo visto. Chiesi chi fosse e mi venne detto che era la madre della proprietaria; la donna aveva vissuto  nella casa di sotto ed era morta proprio nella stanza dove l’avevo vista.

Hai avuto altre esperienze di questo tipo?

Sì, molte. Anche se non ho sempre visto le entità, le ho spesso percepite. Una notte, ad esempio, mi svegliai di soprassalto e vidi un ragazzo a terra, disteso su un fianco, accanto al mio letto, che mi fissava. Le sensazioni erano diverse rispetto alla prima volta, non era uno spirito buono. Cercai di urlare, ma mi pietrificai per la paura. Quando mi ripresi scappai in cucina. Dopo poco rientrai in camera accendendo tutte le luci e il ragazzo era scomparso.

Qual è l’esperienza che più ti è rimasta impressa?

Io e mia madre c’eravamo appena trasferite in una casa a Marina di Pisa. La prima notte fu la peggiore. Sentivo una continua inquietudine, qualcosa mi turbava; avevo un senso di paura inspiegabile. Quando mi ritrovai in camera, nonostante avessi diciassette anni e fossi abituata a dormire da sola, non riuscivo nemmeno a spegnere la luce. Non potetti fare altro che andare a dormire con mia madre, ma anche lì mi serviva la luce accesa per stare tranquilla e la porta chiusa a chiave. L’inquietudine però non passava. Inoltre facevo un sogno ricorrente: un uomo che teneva prigioniera una donna in quella casa. Anche durante il giorno non riuscivo a stare da sola lì dentro. Iniziai così a studiare tutta la casa per capire il motivo. Alla fine mi resi conto che la sensazione che avevo aumentava quando mi avvicinavo ad una porta. In casa c’era una stanza chiusa a chiave in cui non era possibile entrare. Mia madre, esasperata dalla situazione, chiese al proprietario di casa di dargli la chiave della stanza per farmi vedere l’interno e tranquillizzarmi, ma non gliela dette. Alla fine, per placare le mie inquietudini, mia mamma mi portò da una medium.

E la medium cosa ti disse?

La medium mi diede dell’acqua benedetta, dei bastoncini da bruciare davanti e dietro ogni porta facendo il segno della croce e pronunciando una preghiera. Mi regalò anche un crocifisso da tenere sempre al collo e mi insegnò una formula da ripetere ogni volta che vedevo o sentivo qualcosa. Il crocifisso sparì dopo pochi giorni; ne prendemmo un altro, ma sparì ancora. La medium mi disse che era una cosa comune e mi spiegò che avevo delle potenzialità per poter  diventare una sensitiva; gli spiriti mi apparivano perché erano attratti da questa aurea. Lei si offrì di aiutarmi in questo percorso se lo avessi voluto, la cosa altrimenti sarebbe scomparsa con gli anni, crescendo. Rifiutai.

Perché?

Perché quando percepivo queste cose entravo nel panico e poi ho sempre pensato che sia meglio lasciargli in pace.

Come è convivere con queste esperienze?

Brutto, perché è una cosa che ti spaventa e soprattutto non è una tua scelta. Non è proprio come vederlo nei film. Io tra l’altro ero scettica, non credevo nei fantasmi prima di tutto ciò. La maggior parte delle volte poi non sono mai spiriti buoni quelli che si avvicinano. È un’esperienza di cui avrei fatto volentieri a meno. Oggi non sento più nulla; ho smesso di percepire queste cose intorno ai trent’anni. L’ultimo sogno premonitore fu su un incidente che ebbe il mio cane.

Autore

Se dipendesse dalla mia volontà sarei sicuramente a Londra in questo momento. Se non facesse ingrassare vivrei di Nutella. Non mi piace il caffè anche se per molti è una cosa incomprensibile. Amo la matematica, anche se non mi è mai riuscita più di tanto. Scrittura, moda, e tutto ciò che è anche lontanamente imparentato con magia ed esoterismo, le mie fissazioni. Attualmente studio Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'UNIFI; e questo è il momento dove la gente esclama “Wow, accidenti!” senza avere la più pallida idea di cosa farò nella vita.