La #Listona: sequel che non sono poi così male

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Con questo primo articolo si inaugura la #Listona, grazie alla quale da ora in poi smetterò di darmi un tono come in altri articoli, e inizierò invece a presentarvi una serie di filmini da vedere assolutamente.

Negli ultimi anni si parla tanto, spesso, troppo, di sequel/reboot/rip-off e simili e sempre in maniera negativa. La pratica nell’industria cinematografica non è certo nuova, ma nell’ultimo decennio ha assunto dimensioni preoccupanti, portando molto a gridare alla crisi di idee. Ma questa avversione è sempre giustificata? Beh, no. Ecco quindi per voi la #Listona di sequel che non solo non sono brutti, ma addirittura battono l’originale. Perchè two is megli che one, no?

PUSHER 2 – SANGUE NELLE MIE MANI (NICOLAS WINDING REFN – 2004)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=LRS2Qde5KoM]

Il primo Pusher era un ritratto cristallino e realistico del sottobosco criminale di Copenhagen, dipinto al netto di ogni spettacolarizzazione ed edulcorazione. Ma qui si salta ben più in alto. Prendendo a pretesto la scarcerazione di Tonny (Mads Mikkelsen in una delle sue migliori performance) il sequel punta ancora di più sull’aspetto umano dei personaggi, provando a descrivere motivazioni ed effetti di una vita di dissolutezza e delinquenza, rimanendo quanto possibile lontano dalla melodrammaticità e da facili moralismi. Chapeau.

22 JUMP STREET (PHIL LORD & CHRIS MILLER – 2014)

Se 21 Jump Street basava tutto sulla sua natura di remake e sul metatestuale, il sequel insiste sull’essere (appunto) un sequel e buona parte della gag passano da questo. Tutti sono in parte – dalla strana coppia Hill-Tatum ai caratteristi che li accompagnano – e l’alchimia degli elementi action/demenziali riesce e convince. Soprattutto per quanto riguarda le scene di inseguimenti e sparatorie si nota un deciso passo avanti, dalla messinscena al montaggio, suggerendoci che forse qualche soldino in più è stato speso ed utilizzato a dovere dai due registi.

A BETTER TOMORROW II (JOHN WOO – 1987)

A Better Tomorrow, come altri lavori di Woo ad Hong Kong, è un classico, e il suo successo fu fondamentale nel determinare le successive evoluzioni del mercato internazionale nell’action e non solo. Ma nonostante questo è innegabile come il secondo capitolo della saga tocchi vette inusitate fino a quel momento. Coreografie folli, corpi che danzano in aria al ralenti, montaggio frenetico e un senso del ritmo raro (quantomeno fuori dai confini asiatici) fanno perdonare una storyline qua e là lacunosa e ricca di soluzioni discutibili – su tutti Chow Yun-Fat che ritorna come gemello di se stesso – spingendo sul lato ludico e spettacolare della faccenda.

ANCHORMAN 2 – FOTTI LA NOTIZIA (ADAM MCKAY – 2013)

Rielaborando gag dal primo episodio e dando qua e là spazio alle improvvisazioni di Farrel e soci, nel secondo Anchorman si alza ancora di più l’asticella dell’assurdo e del demenziale, senza mai perdere un filo di ritmo. La trama anche qui è un misero pretesto e l’accusa all’enstablishment televisivo un pò annaquata, ma tutto è funzionale alle gag continue a base di psicologi psionici, fast-food specializzati in “polli di caverna” e royal rumble fra Tg. Una goduria.

LA FAMIGLIA ADDAMS 2 (BARRY SONNENFELD – 1993)

Barry Sonnenfeld è per me il regista di progetti che sulla carta paiono non aver senso di esistere ma che, al momento della visione, ti fanno divertire come un matto – su tutti il western/steampunk Wild Wild West ed i primi Men in Black – e questo film non fa eccezione. Dopo il moscio esordio su grande schermo un paio d’anni prima (sempre con Sonnenfeld dietro la macchina da presa) finalmente le creature di Charles Addams risplendono della loro luce tetra, svelando le stupide idiosincrasie di una middle class americana vile, egoista e fintamente allegra. Tutto è messo alla berlina, dall’educazione ai rapporti di coppia, senza tralasciare l’aspetto ludico e grottesco delle situazioni. Un gioiellino.

THE RAID 2 (GARETH EVANS – 2014)

Qualcuno rimproverò a suo tempo (maledetti) l’assenza di una vera storia in The Raid e Gareth Evans rispose a tono con questo sequel. Rimane tutta la plasticità e la potente grazia dei corpi degli atleti coinvolti – con stunt possibili solo grazie alle scarse garanzie sindacali indonesiane – ma aumenta lo spessore della trama, non originalissima, ma sicuramente piena di emozione e sentimento. Iko Uwais dimostra di essere un attore completo, oltre che un grande atleta e gli altri comprimari non sono decisamente da meno.

Rimproverate questo, schiappe!

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=SGyZ-6YhDHs]

Autore

Volevo avere la classe di Charlie Rose, per ora ho solo la panza di Vincenzo Mollica.