La prima scena gay della storia Disney

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Situazione iniziale

C’era una volta, in un paese lontano, un castello incantato pieno di animali parlanti, principesse dalla voce melodiosa e principi di azzurro vestiti. Nel paese di Walt Disney il tempo si assaporova con lentezza, in una sfida eterna tra bene e male, dove era il bene a trionfare sempre. Nessun rischio scuoteva il grande castello e il suo piccolo mondo perfetto, uguale a sempre, da cento anni.

Ma tutto, presto o tardi, deve cambiare.

Azione del protagonista

Nelle ultime settimane sono molti i giornali che hanno rilanciato la notizia che nel nuovo film La bella e la bestia ci sarebbe la prima scena gay della storia Disney.

La notizia nasce da una intervista rilasciata dal regista Bill Condon che parla del personaggio di Le Tont (Le Flou nella versione inglese) dicendo che «un giorno vuole essere Gaston e un altro giorno vuole baciare Gaston», facendo intendere che il film ospiterà delle scene di forte rottura per il colosso americano.
Una lettura del personaggio che segna i tempi che cambiano; una sorpresa del film, per l’interpretazione che ne fa Josh Gad. Secondo molti, una rivoluzione per la Disney.

Azione dell’antagonista

Negli ultimi giorni la Disney ha dovuto ritirare dal mercato della Malesia la pellicola, per non censurare la scena “incriminata”, mentre in Russia il film viene vietato ai minori. Ed è solo l’inizio.

La pausa

Dopo aver resistito per settimane a quella che ci è sembrata una delle più poderose campagne promozionali della storia recente delle pellicole Disney, abbiamo ceduto. Siamo andati alle fonte e abbiamo visto per voi questa versione cinematografica di uno dei cartoni cult della Disney. Lo abbiamo fatto per senso del dovere e – lo confessiamo – pure per per rivivere un po’ i tempi delle videocassette, della tv 4:3 e della merenda sul divano con le Yo-yo!

La bella e la bestia che abbiamo visto non è – e non vuole essere – Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton. Rimane, anche al cinema, un classico assoluto che nella versione cinematografica non smentisce il perfetto stile disneyano: non si sconvolge il cartone e allo stesso tempo non se ne fa una mera copia. La Disney ha uno stile vincente al botteghino e nessun motivo per cambiare linea.

Azione dell’eroe

Ma la rivoluzionaria scena gay?

La prima scena

La prima scena si svolge nella sala di una locanda dove Le Tont inizia a cantare e ballare accompagnato dalle persone presenti nella sala affollata. Il testo della canzone è una adulazione pubblica nei confronti dello spavaldo Gaston. Le Tont, nella coreografia, si avvicina molto, tocca e accarezza il capo fino a farsi cingere con le braccia il collo da Gaston; qui gli chiede: «Troppo?» Gaston lo guarda come per confermare e le braccia lasciano il collo di Le Tont.

Una serie di gesti e sguardi che insinuano dubbi sui gusti di Le Tont e sulla sua amicizia con Gaston.

Gaston (Luke Evans) e Le Tont (Josh Gad)

La seconda scena

Alla fine del film arriva la seconda scena. La sala da ballo allestita per le grandi occasioni, abiti da gala e il sottofondo della celebre colonna sonora – che nella versione originale d’animazione del 1991 era la voce della mitica Angela Lansbury –  accompagna le danze. Come tutti i classici Disney che si rispettino, il lieto fine non risparmia nessuno. Nella versione 2017 anche Le Tont trova un compagno di danza che incontra i suoi gusti. Durante il ballo, per pochissimi secondi la camera stacca anche su Le Tont che si scontra con un ragazzo nella foga del ballo e inizia a ballare con lui.

La terza scena

Poi c’è la terza scena, quella del bacio. Un lungo e romantico bacio di Le Tont che finalmente ha incontrato l’anima gemella. Vi piacerebbe eh?

 Il falso eroe

Ma non c’è nessuna terza scena. Solo delle suggestioni, dei puntini da unire; piccoli indizi che, stando molto attenti, svelano la posizione del tesoro.
Beh, possiamo dire che si tratta di uno dei casi più evidenti di quello che, nel gergo anglofilo del mondo pubblicitario, chiamano over-promise (una promessa che non si può mantenere). Come quando, liberato il regalo dalla carta e aperta la confezione, trovavi con un giocattolo molto più piccolo e molto meno figo di quello della pubblicità. Nessuna rivoluzione in casa Disney quindi, solo una timida apertura al mondo lgbt.

Certo, bisogna apprezzare il fatto che il colosso statunitense abbia accettato la forzatura del regista e di Josh Gad nell’interpretazione del personaggio di Le Tont. Infatti, più che una scelta esplicita della Disney, le indiscrezioni – ma anche alcune interviste di Condon – chiariscono che si sarebbe trattato di una scelta che esula dal copione; un’interpretazione del personaggio fatta da Gad e approvata e condivisa dal regista.

Insomma, ad essere maliziosi diremmo che è probabile che la Disney si sia trovata davanti due opzioni: censurare il regista con il rischio di ripercussioni mediatiche e critiche di omofobia o cavalcare la scelta fatta apparendo gayfriendly ma senza urtare la sensibilità (insensibilità, dal nostro punto di vista, ndr) dei più conservatori.

Lieto fine

Alla fine, però, i retroscena servono a spettegolare e poi, dopo anni e anni di infanzia, a ingurgitare voracemente film di animazione «sempre e solo videocassette originali Walt Diseney Home Video», di pile di giallissimi Topolino, sognando Disneyland Paris; come possiamo far prevalere la malizia sul buonismo? Nei racconti disneyani il bene trionfa sempre (eccetto per quella sfigata di Pocahontas!).
Ciò che conta è che la Disney – e tutti i “valori” di cui è portatrice – hanno fatto un passo avanti. Il merito di averci provato è di Condon e Gad; alla Disney quello di aver consentito e di difendere il proprio prodotto dalla censura, rifiutandosi di tagliare la scena.

Ora che il ghiaccio è rotto, aspettiamo il prossimo passo del gigante dell’animazione.
Si sa, i giganti si muovono con lentezza, eppur si muovono! Allora potremo gridare forte: «E vissero tutti felici e contenti».

Autore

Sardo di nascita, vivo a Firenze dai lontani tempi dell’università. Rimango sardo perché mi va e perché fiorentini non si diventa. Mi piace fare tutte le cose banali. Adoro i luoghi comuni, mi sforzo di essere hipster per occultare i mio lato nerd. Vorrei essere più alto. Amo incondizionatamente chiunque nutra la mia autostima. Credo che il mondo sarebbe più bello se fossimo tutti più stupidi.