Cento volte il “Giro”

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Tutti sui pedali

Dal 5 maggio è scattato il Giro d’Italia, storica corsa a tappe di ciclismo che attraversa l’Italia durante tre settimane del mese sopra indicato. Considerata una delle tre corse a tappe più importanti (infatti l’UCI l’ha inserito, insieme alla Vuelta e al Tour de France, nel programma del suo UCI World Tour). Al “Giro” si sono sfidate leggende del ciclismo, come il “Cannibale” Merckx, venuto dopo gli anni del dualismo Coppi-Bartali, oppure il mai dimenticato Pantani fino ad arrivare a “Lo squalo” Nibali, detentore del “Giro”.

Qui si fa la storia

La corsa nasce nel 1908, precisamente il 24 agosto quando su «La Gazzetta dello Sport» vengono messi in premio ben 25000£ per chi avrebbe vinto la corsa a tappe, descritta come una delle più impegnative e belle del panorama ciclistico. E mai descrizione fu più azzeccata: la morfologia del territorio italiano rende la corsa dura, emozionante e variegata. Si passa da tappe prettamente per i velocisti (vi ricordate di Cipollini?) a tappe costruite per mettere a dura prova polpacci e i quadricipiti, pane per gli scalatori (a proposito di Pantani…). Fondamentale diventa la costanza, la forza mentale e fisica devono sempre attestarsi su livelli di eccellenza, pena la retrocessione in classifica. Un errore e la maglia rosa cambia padrone.

Pink is better!

Eh si, perché al leader della classifica generale viene data la “maglia rosa”, indumento con cui correrà fino a che rimarrà al comando della gara in modo da poter essere immediatamente riconosciuto anche nelle fasi più concitate e caotiche della corsa. Oltre alla maglia rosa esistono altre maglie, come quella bianca che spetta al miglior giovane, o quella ciclamino, dedicata a chi è in testa nella classifica a punti.

Nibali, il siciliano più toscano

L’edizione 2016 se l’è aggiudicata Vincenzo Nibali, il siciliano più toscano che ci sia (si allena nel pistoiese da molto tempo), bissando il successo ottenuto nel 2013 e precedendo il colombiano Chaves. Punta ad ottenere il tris quest’anno, cercando di entrare nella ristretta cerchia dei tri-campioni del “Giro”. Ad insidiarlo soprattutto c’è Quintana, fenomeno colombiano in gran forma in questo inizio di 2017. Lo splendido scalatore sudamericano punta al double: “Giro” “Tour de France”, e cercherà in tutti i modi di rompere le uova nel paniere al nostro Vincenzo.

Il grande assente


Ma ci sarà un grande assente quest’anno: Michele Scarponi, amato corridore dell’Astana che ci ha lasciato il 22 aprile a causa di uno sfortunato incidente stradale durante un allenamento come tanti. Gregario di Nibali nel 2016 e soprattutto vincitore nel 2011 dopo la squalifica dello spagnolo Contador, Scarponi ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del ciclismo, soprattutto per l’affabilità e la gentilezza con cui affrontava ogni giornata. L’Astana, squadra kazaka per la quale correva, ha deciso di non sostituirlo presentandosi ai nastri di partenza con un corridore in meno. O forse in più: chissà la forza che darà Scarponi da lassù a chi gli voleva bene. Intanto in eredità ci ha lasciato Frankie, pappagallo amico che lo accompagnava poggiandosi sulla spalla dell’atleta durante ogni allenamento, sostenendolo come solo un compagno sa fare.

E ora tutti in piedi sui pedali, è il momento di fare sul serio, non c’è margine per poter mollare un secondo: la maglia rosa avrà solo un proprietario, il più meritevole. Buon Giro a tutti voi, sono sicuro che sarà l’edizione più emozionante mai corsa.

Autore

29 anni con tentativi falliti di diventare giornalista, musicista, giocatore, astronauta, porno attore e He-Man. Ad ora sono un umile operaio col mutuo sulle spalle per pagare le rate della Morte Nera.