Ripassiamo un po’ di psicologia con “Flesh and Bone”

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Lo scorso 14 luglio sono state rese pubbliche le nomination ai prossimi Emmy Awards, i cosiddetti Oscar della televisione. Al di là della mia gioia nel vedere serie come FargoHouse of Cards e The Night Manager andare in doppia cifra con le nomination; al di là del disappunto nel vedere Better Call Saul e Orange is the New Black essere state parzialmente snobbate; al di là di vedere Game of Thrones prendersi 23 nomination, comprese quelle per le discutibili performance di Kit Harington, Peter Dinklage ed Emilia Clarke, lasciando però il povero Iwan Rheon a bocca asciutta; al di là di tutto questo una cosa mi ha fatto davvero arrabbiare: aver ignorato completamente Flesh and BoneE mica perché è passata inosservata, anzi, ai Golden Globes a febbraio ha ricevuto due nomination (Miglior Miniserie e Miglior Attrice Protagonista in una Miniserie).

Non voglio peccare di presunzione nel dire che si sarebbe meritata almeno le stesse nomination dei Golden Globes, ma almeno una riguardante il design o il tema musicale della sigla sarebbe stato il minimo. Questo perché i titoli di apertura di Flesh and Bone sono magnifici, una meraviglia per gli occhi. Il tema è una cover di Obsession degli Animotion cantata da Karen O (già nominata all’Oscar per The Moon Song inserita in Her di Spike Jonze). La quasi totale desaturazione di tutti i colori ad eccezione del rosso rende ancora più spettacolari le figure fatte dalla ballerina con la polvere rossa. L’effetto finale è difficile da spiegare, meglio vederlo qua sotto.

 

Ma questo articolo non vuole essere una polemica sul merito dei premi, ce ne sarebbe da parlare per mesi. In questo articolo non ne parlerò più, anche perché principalmente vorrei soffermarmi su Flesh and Bone e la psicologia. Flesh and Bone è una miniserie in 8 episodi, uscita dalla mente di Moira Walley-Beckett (già autrice di Breaking Bad), e trasmessa sul canale via cavo Starz lo scorso novembre. La miniserie ruota attorno a Claire (Sarah Hay), una ballerina di danza classica che scappa di casa, si trasferisce a New York ed entra nella prestigiosa American Ballet Company diretta da Paul Grayson (Ben Daniels). Quando la prima ballerina si infortuna, Claire è chiamata a sostituirla, suscitando le invidie delle altre ballerine ed una sempre maggiore esigenza da parte di Paul. Oltre a questo, Claire deve affrontare la morbosa presenza del fratello Bryan (Josh Helman) anche nella sua nuova vita.

Leggendo la trama, Flesh and Bone sembrerebbe molto simile a Black Swan (Il Cigno Nero) di Darren Aronofsky. Pur riconoscendo delle somiglianze, ci sono però delle sostanziali differenze che lo rendono un prodotto unico nel suo genere. Volendo fare una proporzione: Flesh and Bone sta a Black Swan come Mr. Robot sta a Fight Club. Probabilmente l’uno si è ispirato all’altro, ma Flesh and Bone oltre a mostrare l’evolversi della psicologia della protagonista, scruta anche nel mondo patinato e al contempo destabilizzante della danza. Un mondo fatto di prove estenuanti, ma anche di tanti compromessi ai quali tutti sono costretti a scendere per riuscire a stare a galla. Non a caso tutti i ballerini nella serie sono professionisti alle prime esperienze nella recitazione, e conoscono bene quel mondo.

Attenzione! Nei prossimi paragrafi ci saranno spoiler su Flesh and Bone. Continuate solo se avete visto tutti gli episodi!

Premessa: le mie conoscenze in materia di psicologia si limitano ai soli testi studiati per un esame all’università. Pertanto non prendete troppo seriamente le mie conclusioni.

Per un’analisi completa sulla psicologia dei personaggi torniamo alla sigla. Il testo di Obsession parla appunto di un’ossessione verso qualcuno o qualcosa che letteralmente non fa dormire («I cannot sleep»), che vorrebbe catturare come una farfalla per essere collezionata («Like a butterfly, a wild butterly, I will collect you and capture you.»), per avere soprattutto un atteggiamento prevaricatore nei suoi confronti («There’s no balance, no equality. Be still, I will not accept defeat»). Questa ossessione la si può trovare in tutti i personaggi:

  • Paul è ossessionato dall’ambizione e dal ricordo del suo defunto compagno col quale aveva aperto la compagnia;
  • Mia e Kiira sono ossessionate dal pensiero di non poter più danzare e ricorrono perciò alle misure più drastiche per impedirlo;
  • Daphne è ossessionata dal non voler essere più considerata la figlia viziata del padre ricco;
  • Jessica è ossessionata dal voler far fare alla figlia una vita agiata a tutti i costi;
  • Romeo è ossessionato da Claire, l’unica ragazza che mostra gentilezza nei suoi confronti;
  • Bryan è ossessionato dalla figura violenta del padre, ma soprattutto dalla sorella Claire;
  • Claire, infine, è ossessionata dal dolore, perché solo quando soffre si sente slegata dal mondo e dai pensieri.

flesh and bone

Il DSM applicato a Flesh and Bone

Claire e Bryan

Ma oltre all’ossessione come fattore comune, notiamo che tutti i personaggi principali soffrono di un diverso disturbo mentale più o meno marcato. Quindi, con il DSM alla mano, vediamo come Claire abbia un disturbo bipolare con evidenti tendenze autolesioniste. All’inizio sembra la povera vittima indifesa del fratello, successivamente scopriamo che i sentimenti verso di lui sono contraccambiati: rimane incinta di lui e abbandona la danza, scappa di casa ma lascia un indizio per farsi trovare, lo chiama sempre nei momenti di bisogno, ma prima che lui se ne vada per sempre infila di nascosto nella tasca della sua giacca la coda fatta dei suoi capelli, simbolo del dominio che lui aveva su di lei. Lei stessa ammette che solo soffrendo riesce a sentirsi reale come il coniglio del suo libro preferito.

D’altro canto Bryan soffre delle violenze subite da bambino sviluppando un disturbo passivo-aggressivo, al quale c’è da aggiungere la sindrome post-traumatica da stress, comune ai soldati di ritorno dalla guerra, che ne amplifica la pericolosità. Bryan è aggressivo e irascibile con chiunque, sembra sia il male in persona, ma è solo il prodotto di tanta violenza e di un amore malato verso l’unica persona che gli vuole bene. Piccola curiosità: i titoli di ogni episodio sono tutti termini del glossario militare con relativa spiegazione.

Paul

Paul ha un disturbo narcisistico: sente di essere importante solo lui, non prova empatia per nessuno nella compagnia, non si fa scrupolo a far letteralmente prostituire una delle sue ballerine per avere finanziamenti o a licenziarle perché non gli servono più. Vuole essere al centro dell’attenzione al punto da gettare dalla finestra un nido di uccellini che, cinguettando, lo disturbavano. Cerca di porre un controllo completo su chiunque, specialmente su Claire. Emblematico ciò che le dice durante le prove:

Sono io la tua coinquilina, i tuoi amici, tuo fratello, tuo padre, […] per te io sono tutto eccetto tua madre. Solo perché lei ti vorrebbe bene anche se tu fallissi!

Quando alla fine della prima vuole sapere nei dettagli cosa ha provato Claire durante lo spettacolo, lei gli risponde con un secco «No» che la libera dalla sudditanza psicologica che aveva nei suoi confronti.

Flesh and bone

Mia

Mia è uno dei personaggi più complessi: notiamo sin da subito la sua sessualità promiscua, l’invidia nei confronti di Claire e la competitività che la spingono verso i disturbi alimentari. Soffre l’atteggiamento frivolo della madre, e ai primi segni di una malattia grave come la sclerosi multipla, teme di non poter più danzare e cerca di suicidarsi. In definitiva Mia ha un disturbo borderline di personalità.

Romeo

Fin da subito tendiamo a vedere Romeo come la voce fuori dal coro: un senzatetto dal cuore puro, che non si lascia trascinare dal frenetico mondo newyorchese, un po’ strano, ma gentile con chi dimostra gentilezza nei suoi confronti. Quest’ultima caratteristica è la rovina di Claire dal momento in cui, per ringraziarlo, gli regala un’arancia e lui inizia a chiamarla Clementine. Con il passare degli episodi ci si rende conto della reale condizione di Romeo: egli è affetto da schizofrenia paranoide. Quando scopre il torbido rapporto tra Claire e suo fratello, in lui scatta una sorta di gelosia volta a proteggere la sua Clementine. Disegna una storia nella quale lui, l’eroe, salva la principessa dal drago che la tiene incatenata (il dolore) e dal soldato che la tiene per i capelli (Bryan). Alla fine fa avverare la sua profezia: uccide Bryan e si incide sul petto il suo stesso tatuaggio.

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Autore

Vedo cose, ascolto tutto, sono attento ai dettagli e preciso per formazione. In realtà non sono mai stato serio in vita mia, ma nessuno è mai riuscito a darmi ragione.