Il virus Zika fa veramente paura?

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C’è un virus nel mondo che sembra aver già disseminato il panico un po’ ovunque. Il suo nome è Zika e dopo essersi diffuso a macchia d’olio in tutto il Sud America, raggiungendo anche gli Stati Uniti, negli ultimi giorni pare sia arrivato anche dall’altra parte dell’oceano. Anche nel nostro Paese sono stati registrati nove casi di contagio, tutti relativi a persone in ritorno da mete a rischio, che fortunatamente sono già guarite. Ma la rapidità con cui Zika si propaga non è da sottovalutare, come dimostrano le dichiarazioni giunte da parte dell’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), che la scorsa settimana ha parlato di stato di emergenza globale di sanità pubblica.  Come sempre Lo Spiegone prova a fare chiarezza sui fatti, dandovi delle informazioni che potranno esservi utili.

Zika

Il virus Zika è un virus nuovo?
No, in realtà il primo caso di virus fu isolato da una scimmia nel lontano 1947 in Uganda, nella Foresta di Zika (da cui, com’è facile intuire, ha preso il nome). Il primo essere umano contagiato è stato invece registrato in Nigeria nel 1968. Nei decenni successivi sono stati segnalati altri casi nel continente africano e in Asia, ma è soltanto a partire dal caso registrato nel 2007 sull’Isola di Yap in Micronesia, che si può parlare di vera e propria epidemia.  Lo scorso Ottobre Zika ha iniziato a colpire in Sudamerica, e in pochi mesi i casi si sono moltiplicati. Il Paese al momento più interessato è il Brasile: secondo le stime dell’OMS i casi di contagio vanno dai cinquecentomila a un milione e mezzo. Anche la poca precisione dei dati è un indicatore evidente della rapidità di propagazione che ha ormai raggiunto il virus.

Ma quali sono i sintomi di Zika?
Generalmente il virus non presenta sintomatiche particolarmente gravi: si parla di febbre, dolori articolari, eruzioni cutanee e congiuntivite. Certo è che raramente il contagio può provocare la morte, dovuta più che altro a condizioni di salute preesistenti che si aggravano una volta contratta la malattia. Ma le cose stanno iniziando a cambiare. A partire da dicembre, ovvero dal momento in cui si sono iniziati a registrare frequenti casi di contagio, negli stessi territori colpiti sono anche aumentate le segnalazioni in merito a un gran numero di feti microcefali.

Zika

Come si trasmette il virus? E cosa rende così rapido il contagio?
E’ la puntura della zanzara di tipo Aedes –la stessa che trasmette anche altre epidemie, come la Dengue e la Chikungunya– a causare l’infezione. Negli ultimi tempi si sta tuttavia ipotizzando che anche altri fattori possano in realtà costituire nuovi elementi di trasmissione. La scorsa settimana un uomo residente in Texas sembra infatti aver contratto il virus a causa di un rapporto sessuale. C’è inoltre la possibilità, neanche troppo remota, che le donne incinte affette da Zika possano trasmettere la malattia ai propri bambini durante la gravidanza: ciò sembrerebbe esser confermato dal fatto che nel liquido amniotico di numerose donne portatrici di feti microcefali sia stata segnalata la presenza del virus.
Zika si trasmette così velocemente per due motivi: è un’epidemia nuova per il continente americano, e per questo tutti i suoi abitanti si dimostrano essere estremamente sensibili al contagio, e le condizioni del territorio sono ideali per le zanzare in quanto a clima, umidità e temperature.

Esiste una cura per il virus?
Al momento non esiste un vaccino vero e proprio per la prevenzione o la cura di Zika, anche se gli sforzi in questa direzione si stanno intensificando. Tuttavia, basta generalmente poco per guarire: riposo, liquidi e farmaci per alleviare il dolore e far scendere la febbre.

Zika

Ma Zika al momento rappresenta una minaccia globale?
Probabilmente no. Come ha spiegato anche il giornalista Gwynne Dyer, per la stragrande maggioranza della popolazione il virus non è mortale e non provoca danni gravi o prolungati: addirittura in meno di una settimana, e grazie a cure estremamente semplici, la febbre scende, e anche il virus non rimane per sempre nell’organismo.  I problemi nascono in caso di gravidanza, data la possibilità di dar vita a bambini microcefali, che non sarebbero purtroppo in grado di vivere a lungo (il cervello non è in grado infatti di controllare le funzioni corporee), o se ci riuscissero, presenterebbero comunque enormi difficoltà cognitive e ritardi nello sviluppo.

E’ proprio per questo motivo che si stanno moltiplicando gli appelli alle donne residenti nei territori più colpiti affinché evitino le gravidanze. Non si può però dimenticare che proprio il Sud America non presenta una legislazione favorevole all’aborto: soltanto in pochi stati questo è infatti legale o comunque possibile per motivi medici o in caso di pericolo per la vita del bambino e della donna. Generalmente tale pratica non è consentita (e punibile anche con l’arresto), o è tutt’al più prevista solo in casi di gravidanze dovuti a stupri o incesti.

Zika

Il Brasile infine (lo Stato che, ricordiamo, al momento ha registrato il maggior numero di casi) ospiterà i prossimi Giochi Olimpici ad agosto di quest’anno, il che sicuramente provocherà l’arrivo di un enorme quantità di persone nel paese carioca. In questi giorni il Presidente Dilma Rousseff ha per questo invitato le donne in dolce attesa ad evitare la manifestazione, ma ha al tempo stesso voluto dare rassicurazioni in merito: in agosto in Brasile è inverno e la presenza di zanzare è molto meno massiccia che in estate, dovrebbe perciò diminuire la possibilità di contagio dal virus.

Autore

Laureata in Relazioni Internazionali, grafomane convinta, amante delle lingue straniere, della comunicazione e della politica. Con la testa perennemente tra le nuvole, mantengo i piedi per terra osservando il mondo e provando a raccontarlo.