Pensare a un libro di racconti dell’orrore può sembrare una cosa da bambini, un gioco, quasi uno scherzo, essendo sempre di più assuefatti all’orrore quotidiano che la vita ci presenta, quello espresso nelle pagine di un libro può solo inizialmente farci sorridere. Tuttavia le cose non sono mai come sembrano.
Infatti quel sentimento di spavento e di raccapriccio che ci commuove profondamente è tutt’altro che uno scherzo. L’orrore è qualcosa che ci attira e che allo stesso tempo vogliamo esorcizzare, perché in fondo abbiamo sempre paura che qualcosa di terribile e atroce ci accada e in questo modo, guardando nei meandri oscuri delle nostre menti, attraverso la nostra più sfrenata fantasia possiamo allontanare da noi tutto quello che ci spaventa.
Orbite Vuote si colloca fra quei libri che appunto si iniziano a leggere per gioco per poi ritrovarsi a vivere pian piano quelle emozioni che ci atterriscono. I diciotto autori che danno vita a questo libro, composto da sedici racconti dell’orrore e da una poesia, ci traghettano in un mare di emozioni che ci conducono in luoghi dove ogni cosa è possibile e dove la realtà si confonde con la fantasia, città e strade, dove si consumano le vite dei protagonisti che inesorabilmente vivono il vero e proprio orrore, in cui “non c’è soluzione, non c’è via d’uscita, non c’è scampo” come afferma anche Marco Candida nella sua prefazione, perché in fondo si può pensare o fare quello che si vuole, ma in realtà non vi è un modo per sfuggire a noi stessi e alle nostre paure, dobbiamo solo immergerci in essere e aspettare che le cose accadano.
Chi è Emilia Uccello
Classe 81, personaggio eclettico con interessi e studi che spaziano in vari campi. Laureata in Psicologia, nel 2007 è entrata nel vortice delle redazioni web dal quale non è ancora uscita. Si occupa e collabora con diversi siti e redazioni, oltre ad occuparsi di altro ancora.




