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LONDRA 2012: Santi, poeti, navigatori e fiorettisti

Londra 2012

E’ ancora tempo di Olimpiadi, e quindi con “Dalla pagella alla brace” andiamo a rileggere i momenti salienti di questa settimana a cinque cerchi. Si parlerà di calcio, ma anche di nuoto e altre discipline e focalizzeremo l’attenzione sulle prove degli atleti italiani. Prima di passare ai voti vale la pena ricordare un grande calciatore che se n’è andato nei giorni scorsi, vale a dire Aldo Maldera, ex terzino di Milan e Roma, detto Maldera III e famoso per esser stato uno dei primi difensori goleador.

Asiatiche nel badminton voto 0

Che dire su queste presunte atlete che fanno di tutto per perdere in mondovisione onde evitare di incontrarsi nuovamente nel prosieguo della manifestazione? Impossibile dare un giudizio senza offendere, quindi, non ci dilunghiamo nelle spiegazioni. Radiazione giusta, così come dovrebbe accadare anche nel calcio italiano, ma quella è un’altra storia…

Cartellino nero

Nazionale maschile spagnola di calcio voto 4

Era da Seul 1988 che la Spagna non deludeva così ai Giochi Olimpici. Pur contando su una rosa di tutto rispetto, la nazionale iberica ha fatto la gioia degli scommettitori più coraggiosi che la davano come eliminata dopo il primo turno. A dire il vero nessuno avrebbe mai auspicato un epilogo così inaspettato con le Furie Rosse fuori dalla competizione dopo appena due partie, disputate tra l’altro contro avversari abbastanza modesti: sconfitta con il Giappone all’esordio e stesso risultato nella seconda gara del gruppo D contro un Honduras tutt’altro che irresistibile. Due zero a uno che hanno palesato come la selezione spagnola paghi a caro prezzo la differenza tecnica con i grandi della nazionale maggiore, nonostante alcune presenze illustri come Mata – vincitore dell’Euro 2012 e marcatore in finale del 4-0 agli Azzurri – oppure Jordi Alba – idem – o Javi Martinez. Un flop che fa abbastanza discutere visto anche il tasso tecnico basso delle altre avversarie nel girone. E mentre la seleciòn piange, ecco che il Brasile superfavorito ride, se nelle prime due uscite la difesa aveva traballato facendo da contraltare a un attacco strepitoso, nella terza gara la Nuova Zelanda ha potuto solo applaudire la manifesta superiorità verde-oro. Comunque la palma di deficiente dell’Olimpiade va senza dubbio a quell’ignorante di Michel Morganella, che ha twittato delle sgrammaticatissime frasi razziste contro la nazionale sudcoreana e si è guadagnato l’esclusione dalla rassegna.

Bisogna saper perdere

Federica Pellegrini voto 5

Parlando di saper perdere c’è una persona che sarebbe meglio se d’ora in poi riuscisse a farlo il meno possibile e quella persona è: Federica Pellegrini. Lunedì scorso avevamo parlato del suo insuccesso nei quattrocento metri stile libero e avevamo accennato ai duecento metri sempre stile libero che si sarebbero disputati tra il 30 e il 31 luglio: nelle qualifiche Federica ha mostrato un bel po’ di grinta e un buon tempo, ma si è bloccata sul più bello, all’atto finale. E’ vero anche che per battere l’indemoniata Allison Schmitt, statunitense compagna di allenamento di Phelps, sarebbe servito un mezzo miracolo dato che l’americana ha messo a segno il secondo tempo dello storia con un pazzesco 1’53”61, però il quinto posto fatto registrare dalla nuotatrice veneta è stato molto deludente. Tra miriadi di tecnici (dopo la morte di Castagnetti nel 2009 si sono susseguiti Morini, Lucas, Bonifacenti e l’attuale Rossetto) e molto gossip contrapposto ai risultati sempre meno brillanti in vasca, la Pellegrini ha deciso di prendersi un anno sabbatico – buon per lei che a 24 anni può permetterselo – mentre tra tifosi e mass media impazza la domanda “è finita un’epoca?”, speriamo di no, perché, come già affermato, le potenzialità di Fede sono clamorosamente elevate e stiamo pur sempre parlando di un’atleta del 1988… Il resto del nuoto italiano non fa meglio, Scozzoli centra un settimo posto, Dotto viene eliminato, Magnini finisce diciannovesimo e se la prende con i tecnici protestando per una preparazione sbagliata. In tutto questo ambaradan, c’è però un nuotatore che fa la storia e purtroppo non è italiano, Michael Phelps, che si è portato a casa la sua diciannovesima medaglia olimpica superando Larysa Latynina come atleta più medagliato di tutte le rassegne a cinque cerchi.

Troppo poco

Niccolò Campriani e canottaggio italiano voto 8

Prima di parlare dell’impresa del nostro tiratore, è bene spiegare un po’ ai cari lettori qualcosa di più sullo sport dove abbiamo centrato – il verbo non è stato scelto a caso – un argento. Le Olimpiadi sono belle anche perché ti fanno appassionare anche a atleti o sport che non avresti mai pensato, l’esempio del curling è molto adatto anche se in quel caso si parla della kermesse invernale, mentre in quelle estive capita che vedendo il tiro a segno uno si metta a tifare per Niccolò Campriani, uno che a livello di fama non è né Clemente Russo né Mario Balotelli e che il mercoledì non finisce su “Novella 2000″ o “Chi”, ma fa l’ingegnere. Dicevamo, il tiro a segno, ecco parlando di questa disciplina bisogna specificare che il bersaglio non è mobile e l’obiettivo è andare più vicini al centro. Fino a qui tutto ovvio, però ovviamente le regole non mettono in chiaro quelle piccole emozioni o quei frangenti di tempo dove tutto può cambiare: nella finale della carabina da dieci metri Campriani, dopo una fase di qualificazione ottima, ha guidato per molto tempo la classifica salvo poi peggiorare leggermente nel finale finendo con l’aggiudicarsi “solamente” una medaglia d’argento mentre l’oro è andato al romeno Monteanu. Ottimo risultato comunque per il toscano, anche se forse la concentrazione è venuta un po’ meno quando la medaglia dorata sembrava ad un passo e Niccolò non è riuscito a isolarsi nella maniera giusta. Resta comunque una bella medaglia in attesa della gara dai cinquanta metri, dove Campriani sarà uno dei più attesi. Passando a parlare di tiro a volo, va segnalata la storia di Anders Golding, danese allenato da Pietro Genga, che dopo aver conquistato l’argento nella sua specialità ha deciso di dedicare la vittoria agli operai Ilva. Alle Olimpiadi si vede anche questo. Per finire ecco un altro bell’argento che giunge dal canottaggio con la coppia Alessio Sartori – Romano Battisti semitrionfatori nella gara del due agosto.

Questione di millimetri

Fioretto italiano voto 9.5

Italiani popolo di santi, poeti e navigatori (vedi valutazione successiva), ma siamo sicuri che non siamo anche un popolo di buonissimi fiorettisti? Nelle ultime rassegne a cinque cerchi l’Italia ha posrtato a casa un gran numero di riconoscimenti dalla scherma, specialmente dalla specialità del fioretto, dove senza dubbio eccelle in maniera più che evidente – il c.t. Cerbioni ha parlato in alcuni frangenti di superiorità imbarazzante. Del torneo individuale femminile si è già parlato la scorsa puntata, mentre di quello maschile è meglio non proferire alcuna parola visti gli scarsi risultati (miglior piazzamento Andrea Baldini quarto e nemmeno sul podio). Le donne avevano fatto un magnifico ein-plein nel singolo e quindi se piazzi tre atlete nelle prime tre posizionii logico anche se non diretta conseguenza che nel torneo a squadre tu sia tra le favorite. Mai pronostico fu più azzeccato poichè le nostre fiorettiste hanno eliminato la Francia in semifinale e poi stracciato quarantacinque stoccate a trentuno le colleghe russe in finale aggiudicandosi l’oro. Alle ormai straconosciute Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca e Arianna Errigo si aggiunge stavolta Ilaria Salvatori, e se siete lettori assidui e attenti vi ricorderete senz’altro che si tratta della solita line-up degli Europei di Legnano. Gioiscono anche gli uomini e tornano pure loro da Londra con una bella medaglia in tasca: Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola si fanno beffe degli USA in semifinale e  nella finale per l’oro si trovano di fronte il temibile Giappone. I ragazzi non si fanno schiacciare dalla pressione e i nipponici soccombono per 45 a 39, e quindi ecco che ci imbarchiamo per l’Italia con un altro oro in saccoccia!

Bene, bravi, grazie.

Daniele Molmenti e Jessica Rossi voto 10

Come detto sopra, i giochi olimpici stupiscono per come riescono a spostare l’attenzione della gente dalle solite starlette da rotocalco verso illustri sconosciuti che assurgono per quindici warholiani minuti a un livello di fama mai visto prima; oltre a questo l’Olimpiade riesce a far diventare qualsiasi spettatore un esperto di qualsiasi disciplina, se ci mettiamo a vedere il dressage o al nuoto sincronizzato esultiamo – in maniera “calcistica” a dire il vero – solo quando il telecronista ci dà l’ok, oppure siamo dei falsi critici, pensate magari ai tuffi e a quando diciamo frasi del tipo “Mah, secondo me non va bene, ha fatto troppi schizzetti…” e questo accade anche con altre specialità meno conosciute (è brutto dare attributi di questo genere, ma è la verità) come la canoa. In questa disciplina l’Italia ha avuto la fortuna di possedere fra i suoi atleti Daniele Molmenti, un vero portento del K1, infatti, nella giornata di mercoledì 1 agosto l’azzurro ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi meritatamente l’oro. Per chi non lo sapesse quando si parla di K1 si intende un kayak monoposto della lunghezza di quattro metri e venti e la gara si disputa in acque libere, nel caso di Londra 2012 al Lee Vallery White Water Center. Molmenti dal giorno del suo ventottesimo compleanno non poteva chiedere di più, vittoria della medaglia d’oro e distacco incolmabile con i diretti inseguitori, difatti, il friulano ha corso con un tempo di 93”43, mentre l’argento Hradilek e il bronzo Aigner si sono assestati rispettivamente su 94”78 e 94”92. La gioia di Daniele al momento della consegna della medaglia è naturalmente moltissima e a noi amanti dello sport fa molto piacere vedere tutto questo, davvero grande Molmenti, al suo primo oro olimpico in carriera. Stessa storia se torniamo a parlare di tiro al volo e andiamo nella fossa olimpica dalla nostra Jessica Rossi, dominatrice nello skeet nelle gare del weekend e meritata medaglia d’oro – curiosità, nella stessa gara San Marino si è piazzata quarta mancando di poco la prima medaglia olimpica della sua storia. Commovente la dedica agli emiliani colpiti dal terremoto, grande Jessica che non si è fatta mancare nulla, dato che ha battuto pure il record del mondo, mamma mia…

Molmenti unici

Chi è Gianmarco Lotti

Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.

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