Carissimi appassionati di sport, è con somma gioia e con la tastiera del pc rigonfia d’entusiasmo che vi annuncio che quella di oggi è la nostra ultima puntata prima delle Olimpiadi di Londra, che inizieranno fra poco meno di una settimana. L’evento tanto atteso è finalmente giunto e noi di 5avi.net saremo sul pezzo come sempre con “Dalla pagella alla brace” ovviamente. Per il resto però c’è da star contenti, visto che lo sport non si ferma mai, basti pensare al Tour de France, oppure alle amichevoli calcistiche estive o meglio ancora all’exploit della Ferrari nel Gran Premio di ieri. Insomma, bando alle ciance, passiamo ai voti di questa settimana.
Trofeo Tim voto 4
Ha senso fare un torneo di rincalzi su un campo da beach soccer? Forse sì forse no, questo non è l’ambito adatto per giudicarlo appieno, però, dobbiamo convenire che questi triangolari estivi frutto del marketing e della pubblicità potrebbero essere organizzati leggermente meglio. Il Trofeo Tim si gioca nell’ecomostro che è il San Nicola di Bari in un periodo della preparazione in cui i giocatori provenienti dall’Europeo ancora devono iniziare ad allenarsi e per di più il terreno di gioco fa invidia al pavé della Parigi-Roubaix. E’ ignobile vedere Vucinic o Caceres o chicchessia che in un momento cruciale della stagione – ovverosia quello in cui si devono gettare le basi per il campionato a venire – si accasciano a terra doloranti o devono uscire in preda ai crampi per via del campo da gioco malmesso. Per il resto, anche lo spettacolo è stato poco soddisfacente, ha vinto l’Inter con due vittorie di misura (uno a zero firmato Coutinho alla Juve e due a uno in rimonta al Milan), il Milan ha dimostrato che dodici partenze in un mese sono troppe da metabolizzare in fretta e la Juve ancora priva dei nazionali (Lucio per ora sembra una spia interista) ha giocato un trofeo senza infamia e senza lode. Se non altro si sono messi in mostra alcuni bei giovani come il già citato Coutinho o i rossoneri El Shaarawy e Carmona o il neo-bianconero Boakye.
Il sabato sera andiamo alle sagre
Sebastian Vettel voto 5.5
In casa si poteva anche fare di più, ma per fortuna così non è stato. Il tedesco a Hockenheim chiude secondo anche se poi viene penalizzato e quindi declassato fino alla quinta piazza e dimostra che ancora non è tempo per una vittoria, come si suol dire, fra le mura amiche. Se Vettel si rammarica, dall’altra parte c’è Fernando Alonso che ride e ne ha bene donde: padrone indiscusso adesso della classifica piloti, lo spagnolo volante su Ferrari si guadagna la prima posizione dopo un accesissimo duello proprio con Sebastian Vettel e poi con Jenson Button, subentrato nella corsa a due al tedesco proprio nelle battute conclusive. Come per ogni vittoria che si rispetti, aver sofferto un po’ aumenta la gioia; il trionfo dell’asturiano arriva solamente nel finale nonostante la tattica del ferrarista per tutta la durata della gara sia stata perfetta e senza alcuna sbavatura. Un primo posto meritatissimo dunque per Alonso, che si merita anche un bel dieci in pagella se si volge lo sguardo pure alla pole sul bagnato conquistata nella giornata di sabato. Davvero un successone, nient’altro da dire, solo complimenti. Un grazie va comunque anche a Lewis Hamilton, che si è frapposto verso il termine della corsa tra Vettel e lo spagnolo e ha facilitato il sorpasso decisivo. E Massa? Era al mare.
Nazionale brasiliana di calcio voto 7
Se il buon giorno si vede dal mattino, allora è da un po’ di tempo che dovremmo dare la medaglia d’oro al Brasile. Si faranno naturalmente tutti gli scongiuri del caso, però i giovani verdeoro si sono mostrati super nell’amichevole contro la Gran Bretagna tempestando la porta di Steele di cannonate e conclusioni varie. Sulla carta i brasiliani sono sempre favoriti, ma quest’anno possono contare su una ricchissima lista di nomi altisonanti, tra i quali il super venerato Neymar, ancora atteso in Europa e chiamato alla maturazione che secondo alcuni non servirebbe nemmeno. Quel che ha colpito, però, della nazionale carioca è stato l’insieme, il gioco di squadra che ha fatto brillare i singoli, sembra paradossale ma Oscar, Hulk, Sandro (autore dell’uno a zero prima del raddoppio su penalty di Neymar) e compagnia bella non hanno affatto sfigurato così come l’obiettivo di mercato del Milan Leandro Damiao. La Gran Bretagna, invece, ha dimostrato che una nazionale unica è utopistica al momento e che, sì, anche qui i grandi giocatori ci siano, ma ancora devono amalgamarsi. Aspettiamo Londra e capiremo di più.
Moreno Moser voto 8
A proposito di meglio gioventù, come non accennare a uno dei più grandi prospetti del ciclismo italiano e forse internazionale ovvero Moser? E’ indubbiamente l’anno dei giovani, visto che il toscano Umberto Orsini si è aggiudicato il campionato italiano, mentre al Tour ha brillato la luce di Thibaut Pinot, invece chi si è portato a casa un bel torneo come il Giro di Polonia è appunto Moreno Moser, e si tratta di ciclisti nati nel 1990 oppure negli anni successivi. Come si può intuire dal cognome stiamo parlando di uno che ha il sangue nobile della bici, nipote di cotanto Francesco Moser; ebbene, il ragazzino di Trento classe 1990 nella giornata di lunedì 16 luglio ha vinto la sua prima corsa a tappe aggiudicandosi il Tour de Pologne 2012 e restando leader della classifica generale per ben 5 giorni su sette, riuscendo in più a piazzarsi come primo anche in due tappe, vale a dire la Karpacz-Gora e la penultima corsa prima della crono finale che ha sancito il successo del ventiduenne trentino. Peccato solo che Bettini non se lo sia portato a Londra, ma per quello ci sarà tempo.
Sangue blu
Bradley Wiggins voto 9
Con quelle basette un po’ così sembrerebbe più un boss della Magliana che un ciclista, ma ovviamente Wiggins non si cura di tutto ciò e in barba ai consigli estetici si tiene la maglia gialla e conquista l’edizione 2012 del Tour de France. Il successo del britannico è il successo dei velodromi, dato che all’estero si inizia a correre su pista con ottimi risultati e poi si passa alla strada, cosa che in Italia non avviene purtroppo visto che la nostra tradizione di pistard è molto povera, e dato anche che bisogna rilanciare questo sport sempre più vessato da critiche di malcostume, non sarebbe male riuscire ad attuare questa mentalità. Ma lasciamo perdere per un attimo le polemiche e concentriamoci su Wiggins, dominatore assoluto di questo Tour, soprattutto nelle ultime giornate quando ormai si è trasformato in Eddy Merckx e non ha mollato neppure sulle tappe singole, vincendo anche la crono individuale al penultimo giorno. La classifica generale ha visto il predominio di Wiggins fin dalla settima tappa quando è subentrato a Cancellara e non si è mai mosso dalla prima posizione, arrivando a Parigi da campionissimo e brandendo i pugni all’aria in segno di vittoria in una posa quasi da cartolina. Pure in questo caso si tratta di una vittoria meritata, basti pensare che il connazionale e compagno al Team Sky Froome si è piazzato secondo a 3’21”. Terzo nella classifica generale il nostro Nibali, mentre tra i nomi nuovi da segnalare il già citato Pinot e lo statunitense Van Garderen vincitore della maglia bianca. Da segnalare la fame di vittoria di Cavendish, mostruosa come al solito e testimoniata dalle vittorie nelle ultime tappe.
Che cavolo stai dicendo Wiggins?
Chi è Gianmarco Lotti
Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.




