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Delle sere d’Estate

L’Estate mette a dura prova la tenuta mentale delle persone. Sarà dovuto al clima torrido: dalla primavera in poi gli ormoni circolano più liberamente, le carni si scoprono e si ravvivano antichi e nuovi istinti primordiali.
Del resto come diceva Montesquieu ne Lo spirito delle leggiSi immagini un uomo racchiuso in un luogo caldo: egli soffrirà, per ciò stesso, di grande prostrazione […] Nei paesi freddi si avrà scarsa sensibilità per i piaceri; essa sarà maggiore nei paesi temperati, estrema nei paesi caldi. […] Avvicinatevi al mezzogiorno, e avrete l’impressione di allontanarvi dalla morale stessa: passioni piú vive moltiplicheranno i delitti; ciascuno cercherà di prevalere sugli altri per dare piú libero sfogo a queste stesse passioni.
In questa generale inquietudine ci si mette anche il moltiplicarsi delle iniziative e possibilità concesseci dagli eventi estivi.

http://www.youtube.com/watch?v=7dYMC0LkOSE

Divertirsi d’Estate è un obbligo morale, si sa.

Disgelati dal freddo delle passioni e dal torpore nella volontà di spostarsi, dalle serate della grolla tra amici quando sbronzi si fanno le 2.00 parlando del goal dell’anticipo… di Chiappucci quando aveva la maglia a pois ma poi non vinceva niente… degli imbuti cosmici che partono dalla prima internazionale al revisionismo storico si passa alle serate della veglia.

Finalmente la veglia serale estiva, passata a dissetarsi con la brezza della notte, che allieta l’animo dopo le fatiche nel sopportare i 42° all’ombra del solleone, quella veglia del tira-tardi di nuovo sapore, degli irriducibili che non si arrendono mai e che vorrebbero che quella chiacchierata mai finisse (per poi svegliarsi con le pesche sotto gli occhi degne di un Cristo morto del Mantegna).
Cosa c’è di differente tra la veglia #1 e la veglia #2?
C’è di mezzo e la. Ma soprattutto il bisogno spasmodico di voler a tutti i costi fare qualcosa.
Sì perché d’estate si è spinti da una volontà che va oltre l’immaginabile, alla ricerca delle migliori instagrammate per gridare al mondo “Ebbene sì. Signori io c’ero, voi non lo so” (anzi, lo so perché non avete postato niente a riguardo).
Lungi da me dal criticare questo istinto del cuore oltre l’ostacolo, ma siccome non sono indenne anche io al fenomeno, mi soffermo un attimo nel pensare che nella sequela infinita delle cose ansiogene del terzo millennio, sicuramente possiamo annoverare l’enorme distacco che sta fra volere e potere.
Abbiamo parlato tanto di ansia parlandone direttamente o in modo tangente sia nei miei articoli che in quelli del buon Elia e Michele. Tra i tanti fenomeni che rendono il giovane del terzo millennio o sedicente tale ansioso, uno di questi è sicuramente il moltiplicarsi (apparente) delle possibilità che gli si parano attorno.
Farò un paragone irrispettoso: i cubani che guardano la tv americana, oppure qualunque abitante di un paese del 2° e 3° mondo che si approccia a mass media occidentali si costruisce un’idea di società occidentale che non è altro che un’istantanea di semi-perfezione e comunque renderà solo in parte la realtà del paese descritto (tant’è che chi stato in California parla di ben altri culi che quelli di Baywatch per intendersi…).


Ecco. Così noi siamo quelli che da quando il web la fa da padrone, pensano che siano in grado di potersi abbeverare alla fonte della vita cogliendo tutti i frutti preziosi che può donargli. Il problema è poi scendere da quella nuvola ed accorgersi che non abbiamo il dono dell’ubiquità, in primis, e che non tutto ci è concesso. E soprattutto il fisico non regge.
Chi conosce la differenza tra possibilità e probabilità saprà che non tutto ciò che possiamo fare ci è consentito fare in una vita, perché magari la probabilità di andare a Londra e diventare un pezzo grosso facendo la famosa scalata (o arrampicata…) sociale in 3 anni è molto bassa, così come essere presenti a Mercantia, 11Lune a Peccioli, Pistoia Blues e Arezzo Wave (e la sagra della zuppa di Massarella…) è impossibile. Dov’è il nesso? Nel web, che alla pari con le sue potenzialità infinite ci fa essere partecipi all’unisono di un mondo dalla variopinta livrea di cui sentiamo limitatamente di far parte, per poi imbattersi nella dura realtà che è quella in cui viviamo, del tipo: sì, adesso siamo più consapevoli delle nostre possibilità, ma stiamo perdendo di vista le nostre probabilità. Un po’ come il sogno del self-made-man infranto nello scoglio del 40% di disoccupazione giovanile.
Mercantia, 11Lune, Pistoia Blues, Arezzo Wave, Massarella… tutto meraviglioso…ma vuoi mettere quando vai a cena al Circolo Torre Giulia a 12€ tutto compreso bevendo molto vino discorrendo con gli amici e d’improvviso ti salta fuori dal cilindro il ballo liscio di Fabio e la New Band?

Impagabile.
Insomma. Diciamola tutta. La vita è meravigliosa, ma dobbiamo sorbirla, sorseggiarla, centellinarla a gocce, non tracannarla voracemente.
Sennò è come levarsi la sete col prosciutto.

P.S. non vi dirò mai dove sono stato poi settimana scorsa, ma voglio dire solo ‘na ‘osa: ma chi cazzo è che fa i programmi degli eventi?
Vi allego una foto di me nel mio viaggio sempre settimana scorsa nella grande mela.

Chi è Andrea Graziano

classe ’81, ma più che altro classe da vendere. Millanta da tempo di essere un giornalista e scrittore o un aspirante tale, ma nel frattempo rimane nel Comprensorio del Cuoio e “aspira” ben altro (del resto anche Don Milani lavorava col materiale umano che aveva a disposizione). Si diletta a divincolarsi tra le angherie delle vita pennellando a tinte forti il grigiore del quotidiano. Nel farlo si destreggia agevolmente tra l’eccelso e l’infimo, dal registro aulico alla bestemmia, in perfetto stile dantesco. Incarna, finché il fisico gli regge (ancora per poco quindi…) il motto latino Mens sana in corpore sano, cimentandosi, con scarsi risultati, in tutti gli sport possibili e immaginabili. Ma di attività fisica ne predilige un’altra. [Laureato nel 2007 in lettere, indirizzo di comunicazione linguistica e multimediale. Si occupa di comunicazione, educazione, cultura. Consigliere Regionale Arci Toscana, Arci Valdarno Inferiore, Presidente Circolo G.Monti di Stibbio (PI)]

3 Responses

  1. Gianmarco Lotti scrive:

    Se citi Chiappucci ti do dieci a prescindere…

  2. Michele Baldini scrive:

    Signori è un onore fare parte di questa testata. Che sa abbinare il Chiappucci alla teoria dei climi di Montesquieu in un manteau di una logica e uno stile unici

  3. Elia scrive:

    Tra l’altro la sovrapposizione tra culi Andersoniani e culi reali dà un effetto tragicomico che nemmeno le commedie di Pirandello. L’escalation di qualità che stiamo raggiungendo questa estate è meravigliosa, continuiamo così che forse un blog al Fatto Quotidiano ce lo riservano.

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