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Degli scherzi di matrimonio – prima parte

Questi mesi estivi, si sa, pullulano di eventi, ma in particolar modo da registrare l’incubo delle cerimonie. Comunioni, matrimoni, cresime, tediano da sempre i malaugurati invitati, che vedono le ore che dividono il buffet dal letto come una pena dantesca.
In questo articolo riassumerò brevemente le regole per attenuare la sensazione di prossimo suicidio dei partecipanti con degli stratagemmi ad hoc da utilizzare in occasione di queste punizioni divine, un giusto nesso tra la mia esperienza personale (fortunatamente ancora poca…) e un’astrazione universale delle regole basilari per passare sì il tempo in modo un po’ più lieve, ma per non essere presi a pedate dagli invitati.
Ma vi renderete conto che tra queste due situazioni passa una sottile linea rossa…
Innanzitutto regole generali:
• Cercate un leader autorevole del gruppo. Il capo supremo delle forze armate dovrà essere una persona rispettata da tutti ed in grado di impartire ordini e prendere decisioni per tutti rimanendo indiscusso. Gli scherzi ad un matrimonio sono una cosa molto seria, e vedrete che hanno molto in comune della strategia militare. Per questo ci vuole una leadership, niente va lasciato al caso per non scadere in errori banali di sottovalutazione dei problemi.
• Indite una riunione generale. Qui il vero leader sa riunire i cervelli, dividendo tra i creativi propositivi (A), i creativi utopistici (B), i creativi psicopatici (C), i tecnici (D), i faccendieri (E). Ognuna di queste figure è fondamentale per la buona riuscita degli scherzi e sta al leader raccogliere tutte le energie valorizzando tutti e non deludendo nessuno. Le figure sono sovrapponibili e grossa parte dei problemi in riunione è far capire ai B che l’idea è bella, ma irrealizzabile e ai C che lo scherzo è bello, ma potrebbero arrestarti/cazzottarti.
• La sfida deve essere capire a seconda delle caratteristiche degli amici chi può fare cosa. Ad esempio un elettricista può creare una sedia elettrica (vedremo poi dopo) oppure un musicista insegnare in due minuti come si emette un suono con una chiarina (anche questo lo vedremo dopo). La bravura sta nel capire una volta messe su un piatto le conoscenze del gruppo e la predisposizione al lavoro come si può utilizzare quel tipo di mansione in uno scherzo.
• Il carattere dell’amico festeggiato è di fondamentale importanza. Ogni buon amico sa qual è la soglia di sopportazione e la sportività del festeggiato. Dobbiamo tener conto di quella e superarla sempre di un pochino senza scadere nella volgarità e nell’esagerazione. Questa sarà sempre la sfida più difficile.
Scegliersi un tema. Un tema degli scherzi può essere di aiuto. Se sappiamo per esempio che il festeggiato è un artista possiamo fare diversi scherzi a tema musicale, oppure possiamo scegliere il tema medievale etc etc…
• Una volta redatto il piano di lavoro e gli scherzi da fare è necessario stilare una lista ideale dei tempi coi quali fare gli scherzi e fare un sopralluogo (se possibile…) dell’ubicazione fisica della chiesa, del ristorante e del tragitto per raggiungere tutti questi posti.
Stilare una lista dei vari oggetti che servono per gli scherzi e dopo aver raggiunto il luogo delle operazioni montare tutta l’attrezzatura non lasciando niente al caso. La strategia è fondamentale perché si deve tener conto sia degli imprevisti che del tasso alcolemico diffuso. Quest’ultimo tema è di fondamentale importanza perché alcuni scherzi vanno fatti solo quando il tasso medio dei partecipanti è alto, ma aumenta anche la suscettibilità di qualcuno, quindi dobbiamo fare attenzione.
• Una volta raggiunto il luogo delle operazioni dobbiamo metterci d’accordo e possibilmente accattivarsi la simpatia del personale e di eventuali artisti intrattenitori della festa.
• In ultima istanza dobbiamo preparare le persone al meglio, ma gli imprevisti sono sempre in agguato. C’è bisogno di grande capacità di reazione nel capire la tempistica perfetta e nell’adattare il piano di lavoro alla situazione.

Ecco, quindi, le regole fondamentali alla prossima per la messa in opera…

Chi è Andrea Graziano

classe ’81, ma più che altro classe da vendere. Millanta da tempo di essere un giornalista e scrittore o un aspirante tale, ma nel frattempo rimane nel Comprensorio del Cuoio e “aspira” ben altro (del resto anche Don Milani lavorava col materiale umano che aveva a disposizione). Si diletta a divincolarsi tra le angherie delle vita pennellando a tinte forti il grigiore del quotidiano. Nel farlo si destreggia agevolmente tra l’eccelso e l’infimo, dal registro aulico alla bestemmia, in perfetto stile dantesco. Incarna, finché il fisico gli regge (ancora per poco quindi…) il motto latino Mens sana in corpore sano, cimentandosi, con scarsi risultati, in tutti gli sport possibili e immaginabili. Ma di attività fisica ne predilige un’altra. [Laureato nel 2007 in lettere, indirizzo di comunicazione linguistica e multimediale. Si occupa di comunicazione, educazione, cultura. Consigliere Regionale Arci Toscana, Arci Valdarno Inferiore, Presidente Circolo G.Monti di Stibbio (PI)]

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