Esercizio per le vacanze: provate ad elencare i codici, i numeri, le sigle, le combinazioni, le password che dovete ricordare ogni giorno.
Esempio personale per darvi un’idea:
- la password della propria mail
- la password del conto in banca
- la targa della macchina (per non provare a infilare la chiave in tutte le utilitarie bianche della stessa marca e modello della mia, che sono tante)
- il numero di matricola universitaria
- il codice PIN del cellulare
- la data di nascita di padre, madre, fidanzata, amici strettissimi
- il numero di telefono di padre, madre, fidanzata, amici strettissimi
Questo è solo un esempio, comune ai più, ma nel piccolo microcosmo quotidiano ognuno di noi deve provvedere a tenere in mente questo e tanto altro. E’ per questo che spesso ci perdoniamo molte dimenticanze, molto più grandi del piccolo ecosistema di rapporti e relazioni sociali.
Ci scordiamo ad esempio che mentre alla Camera ed al Senato passano le riforme costituzionali sulla riduzione dei parlamentari, nel 2006 (6 anni fa) una riforma simile era già stata posta al vaglio delle due camere e a causa della complicata procedura italiana di approvazione di riforme strutturali era passata sotto il giudizio popolare tramite referendum, respinta con il 61,32 % dei votanti e quorum raggiunto (Fonte IL). Adesso la crisi impone misure drastiche, e quasi 1000 tra deputati e senatori sembrano uno spreco insostenibile. E la popolazione votante è rimasta, se non immutata, ritoccata di poco.
Ci scordiamo che di Calciopoli e scandali calcistici ne abbiamo vissute nel corso degli anni: la tempesta abbattutasi sulla Nazionale campione del mondo del 2006, la partita truccata Venezia-Genoa nel 2005, i passaporti falsi di poco più di dieci anni fa, solo per parlare del decennio appena trascorso.
Ci scordiamo che le crisi finanziarie sono sì cicliche come Marx aveva predetto, ma non con periodi di distanza l’una dall’altra così brevi. E uno dei fenomeni che le causano, le cosiddette bolle speculative, avvengono un giorno sì ed uno no. Se ieri era colpa dei mutui subprime, l’altro ieri era colpa del mercato immobiliare. E chissà quale sarà la prossima.
Ci scordiamo le realtà recenti, non da storia contemporanea ma nemmeno da rivista d’attualità. Il cittadino medio, mediamente informato e in questi momenti molto molto indignato, dovrebbe farsi un esame di coscienza, fare appello al fantasma dei Natali passati per sapere che molte delle cose di cui veniamo a conoscenza nel presente in realtà ha dei trascorsi precedenti che spesso abbiamo già affrontato.
Ma non lo biasimo, il medio cittadino: se facesse i conti di quante cose deve ricordarsi per vivere e andare avanti, dovrebbe chiedere l’aiuto a tutti e tre i fantasmi del Natale inventati da Dickens. Immersi nella contemporaneità spesso misera ma necessaria per vivere, non ci accorgiamo che ai piani alti e bassi gli errori si ripetono, le cause si sovrappongono, i problemi che prima esistevano adesso si ripresentano più forti e complicati di prima.
Ben venga il giornalismo d’archivio, che ci ricorda il passato recente, quella fascia di tempo dimenticata da chi l’ha vissuta in prima persona. Certo, c’è anche chi campa sopra il voler fare dimenticare chi era e cosa faceva solo pochi anni fa. Ma anche loro non li biasimo: fanno il loro interesse, cercano di accaparrarsi consenso e fiducia. Sta all’intelligenza dell’auditorio e al giornalismo d’inchiesta chiarire i lati oscuri.
La storia dovremmo farla noi, ma ci troviamo a subirla, una volta che ci viene spiattellata davanti al grugno. E allora è inutile fare gli indignados o peggio ancora gli indivanados: tanto vale fare spazio nel nostro piccolo apparato cerebrale e imporci di capire il passato, affinchè la Storia di domani, si spera con la S maiuscola, sia veramente fatta da noi con cognizione di causa.
Chi è Elia Billero
Studente agli sgoccioli, appassionato di hi-tech, storia, musica e giornalismo, viene da San Miniato. Scrive anche in altri portali: per 5avi.net è Direttore Editoriale e cura la sua rubrica di costume e società Il Caso Volle




la crisi dei mutui subprime e quella del mercato immobiliare sono in realtà sinonimi. A parte questo pedante appunto, l’articolo è ottimo.
Aggiungo solo che anche se non vogliamo compiutamente farla la Storia (quella appunto con la S maiuscola) ci siamo dentro, e anche il gesto più banale delle nostre piccole storie personali, e quindi sostanzialmente quella insondabile rete di relazioni e azioni quotidiane sono gocce che contribuiscono a formare il grande oceano del mondo.
Per questo secondo me sarebbe un atto di rispetto in primis verso noi stesso quello di fare il più possibili scelte consapevoli e soprattutto allenare la memoria