Home » Dalla pagella alla brace, Rubriche » Lezioni di calcio

Lezioni di calcio

SpagnaPer ragioni di tempo e di argomenti, anche questa edizione di “Dalla pagella alla brace” sarà in forma lievemente accorciata, ma potrete trovare temi ugualmente interessanti come il grande tennis di Wimbledon oppure il Motomondiale, oltre naturalmente alla finale dell’Europeo Italia – Spagna. Buon divertimento con le nostre pagelle!

Rafael Nadal voto 4

Ma come Nadal? Vinci Wimbledon, Roland Garros, open in tutte le parti del mondo e poi esci così? Senza nemmeno salutare? Perché effettivamente l’uscita di scena del maiorchino dalla rassegna tennistica londinese è un fulmine a ciel sereno per tifosi e addetti ai lavori. Cinque finali consecutive con due vittorie e l’ultima sconfitta l’anno scorso con Nole Djokovic erano un bel biglietto da visita per Nadal, come se non bastasse il suo palmares e la sua fama; invece stavolta qualcosa si è rotto e Rafa, novello scugnizzo iberico, non è ruscito ad emulare appieno i connazionali del footbal. Al secondo turno lo spagnolo si trova di fronte un carneade ceco, tale Lukas Rosol (nome da medicinale), numero cento del mondo, cento quasi proprio come le posizioni che distanziano i due tennisti. Ma a Wimbledon succede un miracolo. In un periodo dove parlare di scommesse o è tabù o è cabaret, se qualcuno avesse scommesso sul passaggio del turno del ceco, lo avrebbero preso per pazzo. Pazzo o non pazzo però adesso quel tale avrebbe una bella somma in tasca, perché Rosol ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e ha eliminato dal torneo proprio quel mammasantissima di Nadal. L’incontro è interessante, fin dalle prime battute si capisce che sarà dura per Rafa; l’avversario è più ostico delle attese e dopo un primo, tiratissimo 7-6 a favore del maiorchino, Rosol centra due clamorosi 6-4 consecutivi e soprattutto fa correre moltissimo l’avversario, che pare un tergicristallo sulla verde erba londinese. Poi, è questione d’orgoglio, Nadal cerca di riscattarsi e di tranquillizzare gli amici a casa con un bel 6-2 che sembra voler dire “Scherzavo, dai, è che ho l’autobus alle 18.00 e fino ad allora non sapevo come passare il tempo...”. Ma, purtroppo per Nadal e i nadalisti Rosol si dimostra tennista quadrato e con gli attributi: nell’ultimo set l’incubo si materializza sotto le forme più realistiche di un ace, nell’ultimo game Lukas lascia a zero il diretto concorrente e si aggiudica una vittoria bella quanto meritata con un altro 6-4. Sconfitta davvero inaspettata per lo spagnolo, e adesso spazio ai suoi detrattori.

Out!

nadal

Alvaro Bautista voto 5

Ad Assen come sempre si corre di sabato e questo rende la corsa abbastanza particolare. Molto probabilmente nella giornata delle eccezioni, anche un altro spagnolo oltre a Rafa Nadal si è messo a deludere i tifosi. Le colpe in questo caso non devono essere interamente addotte a Jorge Lorenzo, visto quanto succede poco dopo l’inizio della gara. L’isola di Maiorca caput mundi in senso negativo, oltre al già citato Nadal, anche Lorenzo si trova a dover versare lacrime amare nel weekend sportivo: nel caso del motociclista però, si può parlare di una giornata storta, può capitare che la luna si metta di traverso oppure che di traverso ci si metta Bautista, immagine molto meno romantica ma ben più realistica, visto che il connazionale - castigliano stavolta – della Honda arriva lungo in curva e manda fuori pista e fuori gara Lorenzo. Sconfitta con attenuanti, dunque, quelle che purtroppo non ha il nostro Valentino Rossi, giunto tredicesimo all’arrivo su tredici piloti rimasti in gara. Una corsa, la sua, caratterizzata da mille problemi e di un momentaneo rientro ai box a una decina di giri dalla conclusione della competizione (curiosità: quattro italiani negli ultimi cinque classificati, Pirro, Pasini, Petrucci e Rossi, ben fatto!). Abbiam detto quasi tutto, ci mancano solo i piani alti, dove troviamo uno dei nomi noti di “Dalla pagella alla brace” ovverosia Casey Stoner, che ha vinto la sua terza corsa in questa stagione dopo Jerez e Estoril. L’australiano trionfa davanti al compagno di squadra Pedrosa e all’italiano Dovizioso e aggancia Jorge Lorenzo in vetta alla classifica generale dei piloti, 140 punti per entrambi. E domenica prossima sul circuito del Sachsenring si preannunciano scintille.

La caduta degli angeli ribelli

Camila Giorgi voto 7

“La nuova promessa del tennis italiano”, “Camila s’è fatta grande”, “La giovane Italia del tennis”. Aggettivi ed epiteti vari a non finire per celebrare quella che per davvero potrebbe divenire la stella del tennis dello Stivale, ovverosia Camila Giorgi, di origini argentine, ma nata nell’italianissima Macerata sul finire del 1991. Cresciuta in Sudamerica, è stata scoperta dal grande scout Bollettieri e ha fatto il suo esordio in un torneo in Italia nel torneo junior che si tiene annualmente al Tennis Club di Santa Croce Sull’Arno (Pisa); dopo alcune vittorie giovanili entra nei professionisti nel 2006 vincendo cinque tornei Itf tra il 2009 (a Katowice e Toronto) e il 2012 (Dothan Pro Tennis Classic). Nel 2011 fa il suo esordio in un torneo WTA partecipando alla centoventicinquesima edizione di Wimbledon, ma venendo eliminata alla prima partita dalla Pironkova dopo comunque aver disputato una ottima fase eliminatoria preliminare. Nel 2012 non riesce a qualificarsi per il Roland Garros parigino, ma a Londra si toglie qualche soddisfazione: Smith, Rogowska e Glatch cadono sotto i colpi dell’italo-argentina, che così accede per la seconda volta di fila alla fase finale di Wimbledon, dove la attende subito un bel derby con la Pennetta. La sfida tutta azzurra è dalla parte della Giorgi che così – vedi l’articolo di venerdì scorso –  dopo un 6-1 6-3 alla brindisina, si trova di fronte la georgiana Tatishvili numero settantacinque del ranking (quasi la metà di quello di Camila…) ma batte anche lei in due set per 6-3 e 6-1. E’ la volta dei sedicesimi di finale contro la ben più quotata Nadia Petrova, già battuta nel 2012 a Memphis. La storia si ripete e la Giorgi vola agli ottavi dopo uno splendido incontro di quasi un’ora e tre quarti; 6-3 7-6 (8-6) il risultato per la marchigiana della Pampa e sogno appena iniziato, oggi si troverà di fronte la Radwanska per continuare a sperare. Da segnalare anche il passaggio del turno di Francesca Schiavone che batte agilmente la Zakopalova, malissimo invece Sara Errani eliminata senza nemmeno segnare un punto nel primo set.

Giorgi che corre felice sul prato

Nazionale spagnola di calcio voto 9

Volevamo vincere ma l’abbiamo preso nel cuore, perché perdere a questa maniera fa veramente male. Quattro a zero per la Spagna, niente clacson, niente caroselli, niente Balotelli a torso nudo, niente bagni in fontana, niente di niente, solo quattro gol sul groppone e una figura meschina in una finale continentale. E’ stato bello sognare, ma servivano solide realtà, con i discorsi non si va da nessuna parte, serve l’efficacia e l’efficienza iberica: palla bassa, corsa, pressing totale, passaggi perfetti e il tutto senza un attaccante puro, che per inciso quando è entrato ha fatto un gol e un assist. I ragazzi di Prandelli ce l’hanno messa tutta in questo Europeo e dobbiamo ringraziarli per le emozioni che ci hanno fatto vivere, ma si sono impauriti troppo in finale e hanno disputato un match abbastanza vergognoso, senza grinta né orgoglio e lasciando il palcoscenico alle Furie Rosse. La difesa è sembrata impreparata, il centrocampo ha fatto pena e l’attacco è stato nullo, se non per qualche discesa di Balotelli e l’ingresso di Di Natale che ha portato un briciolo di freschezza, ma nulla più. La partita di Chiellini è durata quanto una canzone dei Pink Floyd, ma tanto è bastata per fare una cappella enorme lasciandosi sfuggire Fabregas, assistman sull’uno a zero di Silva; quella di Tiago Motta, invece, quanto una canzone dei Beatles e anche quella è stata decisiva nel farci soffrire un’inferiorità numerica che ci ha tagliato di netto le gambe. Forse proprio l’ingresso di Motta è l’unica colpa di Prandelli: vero, ha giocato 5 minuti e non ha fatto nulla se non infortunarsi (col senno di poi son tutti bravi a fare scelte giuste, io ad esempio a quest’ora sarei Donald Trump o Rocco Siffredi), però forse in quel caso si poteva rischiare di più e tentare Diamanti o Giovinco. Fatto sta che la Spagna ha impartito una severa lezione agli Azzurri, il calcio della Roja ci ha sovrastato tatticamente ed intellettualmente, vista la velocità di pensiero ed esecuzione dei giocatori di Del Bosque. Il 2-0 di Jordi Alba è un’immagine significativa della partita di Barzagli e Bonucci: contropiede rosso, Fabregas serve Alba che, partito praticamente da casa sua, brucia sullo scatto i centrali italiani e supera Buffon per il primo gol in nazionale. Il secondo tempo è un’agonia senza sosta, se si escludono due sortite di Di Natale, Don Chisciotte tosco-napoletano contro i mulini a vento Piqué e Ramos, tanto starlette quanto insuperabili. La Spagna è perfetta, l’unica pecca è qualche leziosismo inutile soprattutto a fine match, ma anche senza volerlo questi arrivano in porta comunque e Torres prima infila il tre a zero, poi a tempo scaduto serve Mata per il poker umiliante. Esercizio: Mata ha giocato quanto Motta, solo che uno dei due ha fatto gol, la soluzione la trovate qui. Secondo europeo consecutivo per la Spagna, meritato in tutto e per tutto, se si esclude la semifinale opaca con il Portogallo, ma tant’è che questa nazionale è imbattibile. Differenze principali tra noi e loro: prima della finale l’Italia ha subito 3 gol, la Spagna uno, quello di Di Natale; niente lanci lunghi per Fabregas o Silva; assenza di una punta vera e propria, quindi maggiore malleabilità tattica e maggiore propensione al sacrificio e al ripiegamento da parte degli iberici; la presenza di Montolivo; il centrocampo spagnolo macina gioco e lo fa benissimo, al cospetto di Xavi e Iniesta, molce il cuore di Pirlo, De Rossi e Marchisio (uomo invisibile del match). E’ stato bello ragazzi, grazie lo stesso, però forse era meglio non esultare troppo dopo il 2-1 ai tedeschi e concentrarsi di più sulla finale senza considerarla solo un intralcio verso il successo. E ora? Ora si riparte, abbiamo un bel reparto giovani e ci attendono Confederations 2013 e Mondiale 2014, ma soprattutto un’estate bollente di calciomercato e calcioscommesse, ci sarà da divertirsi. Ciao Europeo Ciao.

Spainless?

Chi è Gianmarco Lotti

Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.

Lascia un Commento

© 2012 - 2013 5Avi – Il mondo visto dai giovani · RSS · Designed by Theme Junkie · Powered by WordPress