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CHIUDETE LE VALIGIE, SI VA A KIEV!!!

balotelliEdizione speciale più breve di “Dalla pagella alla brace” eccezionalmente di venerdì dove troverete solo due valutazioni riguardanti il tennis, è in corso infatti Wimbledon, e due sul calcio, specialmente su Italia-Germania. Come avrete intuito dal titolo – ripreso da un celeberrimo grido di Fabio Caressa – o comunque dai clacson sotto casa vostra, siamo in finale all’Europeo. Ma adesso passiamo alle pagelle, buon divertimento.

Venus Williams voto 5

La delusione più grande delle prime partite di Wimbledon arriva da una delle tenniste più forti e famose degli ultimi anni, vale a dire Venus Ebony Starr Williams, più comunemente chiamata “Venus” senza bisogno del cognome, per distinguerla dalla sorella, tennista formidabile pure lei, Serena. Bene, quello che per l’atleta californiana era quasi un torneo casalingo – 5 vittorie distribuite fra 2000, 2001, 2005, 2007 e 2008 – si è rivelato più che una beffa per questa stagione. All’esordio sulla verde erba londinese la maggiore delle sorelle Williams incontra la russa Elena Vesnina (non proprio un fulmine di guerra, dato che il suo miglior piazzamento nel ranking è un 22° posto di qualche anno fa) e viene sconfitta e conseguentemente eliminata dalla manifestazione britannica. La Venere Nera ha disputato un match che definire “brutto” sarebbe un’offesa al vocabolario, la sconfitta è parsa, infatti, meritata e la forma fisica della Williams ha lasciato parecchio a desiderare – sarà anche per via degli anni che passano? Dal 1997 Venus non veniva eliminata al primo turno di Wimbledon, a quell’epoca aveva 17 anni e ci poteva anche stare… Fatto sta che la Vesnina si qualifica al secondo turno vincendo 6-1 6-3 e dovrà vedersela con la polacca numero tre del ranking Agnieszka Radwanska.

Sunset Boulevard

Venus Williams

Flavia Pennetta voto 5.5

Poteva andare meglio, diciamo così, anche se l’eufemismo è gigantesco. Al primo turno del prestigioso torneo di Wimbledon la nostra atleta è stata eliminata in un derby tutto italiano dall’astro nascente Camila Giorgi. È anche vero che la Pennetta si trova più a suo agio sulla terra rossa che sull’erba, però possiamo affermare con sicurezza che la partita della pugliese poteva essere di gran lunga migliore. Mai del tutto dentro al match, Flavia subisce un 6-1 6-3 che fa durare solo sessantasei minuti la sua esperienza nella centoventiseiesima edizione del torneo londinese. Poco reattiva la tennista brindisina di fronte alla “spavalderia”, se così si può definire, della sua collega e connazionale Giorgi. Di padre argentino, Camila Giorgi nasce a Macerata nel 1991 e quest’anno è alla sua seconda partecipazione a Wimbledon; la sua partita contro Flavia Pennetta è stata caratterizzata da un’ottima percentuale sulla prima di servizio e soprattutto praticando un tennis fresco, ma tenace per la sua aggressività. Nel prossimo turno la marchigiana incontrerà Anna Tatishvili, mentre per Flavia si profila un mesto ritorno a casa, simbolo di un 2012 finora non felicissimo.

Poca roba

Nazionale portoghese di calcio voto 6.5

“Injusticia, injusticia” urla contro il cielo Cristiano Ronaldo al termine della solita cinica lotteria dei rigori. Eh sì, perché stavolta il Portogallo meritava di più – bene ricordare come chi scrive a suo tempo avesse messo CR7 & Co. tra i possibili flop dell’Europeo – ma a passare è la Spagna, più opaca e sottotono rispetto sia alle ultime uscite che alla Roja spumeggiante degli ultimi anni. La partita è stata molto combattuta e tesa, come si conviene a una semifinale, le due nazionali si sono letteralmente picchiate e fate conto che in campo c’erano Pepe, Bruno Alves e Arbeloa, gente che batte il ferro coi tacchetti. I lusitani sembrano più in palla e Ronaldo, tolto il blackout con la Danimarca, in questa kermesse sembra davvero il giocatore più forte del pianeta, sia per temperamento che per mero talento calcistico; il dioscuro madridista deve però mangiarsi le mani quando al 90′ non sfrutta un goloso contropiede quattro contro uno e calcia alle stelle la palla dell’uno a zero. In seguito sarà Rui Patricio a tenere in gioco i rossoverdi con una paratona su Iniesta, man of the match tra le furie rosse. Il calcio però sceglie sempre la maniera più infima per infrangere i sogni, e stavolta il demone della sconfitta si manifesta con l’aspetto dei calci di rigore: sbaglia Alonso, ma Moutinho fa altrettanto per colpa di un gran Casillas, baciato dalla fortuna nell’occasione della traversa di Alves, forse miglior difensore del torneo. E tra un cucchiaione di Ramos e un palo-gol di Fabregas, il Portogallo del triste Paulo Bento deve tornarsene a casa, quattro a due ai penalty e Spagna alla terza finale di fila tra Europei e Mondiali.

Injusticia?

Nazionale italiana di calcio voto 9

Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor, o Balotelli portami via. Sotto il cielo azzurro di Varsavia con una notte che non vuole scendere mai, sono proprio gli Azzurri nel rematch del Partido del Siglo e della semifinale 2006 ad avere la meglio e a guadagnarsi un posto nella finalissima di Kiev contro la Spagna. Nel consiglio europeo tocca a un altro Mario meno dotato tecnicamente (“tecnico” qui va inteso nell’accezione calcistica) salvare l’Italia, ma sul campo polacco è Balotelli a prendersi finalmente sulle spalle una nazion(al)e e a far vivere agli Italiani dopo tanto tempo una serata di gioia lontano dai problemi quotidiani. A costo di passare da ultraretorici va detta la solita cosa: ancora una volta il calcio funge da collante sociale, dopo il 2-1 di ieri alla Germania ci si ritrova tutti insieme a festeggiare in piazza e lì per lì ci dimentichiamo delle beghe e ripensiamo alla palla deliziosa di Cassano che pesca il crapino di SuperMario per l’uno a zero al 20′ oppure al raddoppio dell’ex interista con una sassata al sette dopo un lancio perfetto di un incredibile Montolivo. L’Italia ha giocato bene e ha meritato, la Germania così tanto osannata si è limitata a conclusioni da fuori senza mai fare un’azione degna di nome – se si esclude un quasi autogol di Barzagli al decimo. Con le unghie e con i denti, soffrendo come solo noi sappiamo fare, abbiamo affrontato la ripresa certi di non poter fallire e ogni pallone nella nostra area è stato sventato o dall’ottima difesa oppure da un Buffon primus inter pares, forse il migliore dopo Balotelli. E la Germania? Verrebbe da dire con la voce di Beppe Grillo, beh, chiedevano il capolinea della pizza, ma ancora una volta devono inchinarsi: ci possono sfottere quanto vogliono, ma ancora in una competizione ufficiale devono batterci (e tra l’altro da noi si mangia meglio, tiè). Raus amore raus, stavolta sono quelli che definite “Pigs” che mettono le ali e volano in finale e se non fosse stato per la stanchezza o l’imprecisione, sarebbe finita 4-0, ma Marchisio, Diamanti o Di Natale non hanno avuto la necessaria freddezza sotto porta. Ah, dimenticavo il gol della bandiera, di Ozil al 92′ su un rigore che molto probabilmente era fallo di Klose su Balzaretti. E adesso cari azzurri, non vi chiediamo di farci sognare, i sogni servono a poco, servono solide realtà e pragmatismo: vincete contro la Spagna, è difficile è vero, ma ve lo chiediamo in sessanta milioni. Grazie.

Pigs on the wings

P.S. Il video qui sopra è ovviamente ironico.

P.P.S. Balotelli sarà come sarà, ma anche i giornalisti non scherzano. Ora, citando Nanni Moretti, dopo tutte le parole più o meno cattive sul suo conto, ecco io penso, chi dice o scrive certe cose non è che la sera, magari prima di addormentarsi, ha un momento di rimorso? Occhio comunque a cantar vittoria troppo presto, ci vediamo lunedì.

Chi è Gianmarco Lotti

Nasce a Firenze nel 1991 e da sempre è un appassionato di sport. Tra le sue passioni anche la letteratura italiana, la Dinamo Corniola, i film di Monicelli, i Pink Floyd e un po' tutte le cose anacronistiche. Vorrebbe diventare giornalista sportivo e magari laurearsi in Comunicazione, media & giornalismo, ma chissà il destino cosa gli riserverà, ahinoi... Sostanzialmente è ciò che i toscani definiscono "un bischero". Di solito, quando non scrive autobiografie, parla di sé normalmente in prima persona. E questo è tutto.

3 Responses

  1. andrea graziano scrive:

    “è Balotelli a prendersi finalmente sulle spalle una nazion(al)e e a far vivere agli Italiani dopo tanto tempo una serata di gioia lontano dai problemi quotidiani.” magistrale. è ciò che intendevo del calcio nel mio articolo…BRAVO

  2. andrea graziano scrive:

    E come dice un adagio di un romanaccio “NOI CO’ VOI C’AVEMO PERSO SOLO QUANNO ERAVAMO ALLEATI!”

  3. g.lotti scrive:

    Grazie! E l’adagio romanesco, come sempre, è qualcosa di sublime…

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