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Zombie massacre…

Tutto nasce da una pubblicità della Health Centers for Disease Control and Prevention, agenzia federale statunitense che si occupa di controllo e prevenzione in caso di emergenze di interesse nazionale, calamità naturali e malattie epidemiche (http://www.cdc.gov/phpr/zombies.htm). La pubblicità, virale almeno quanto  il tema che reclamizza (e congeniata a regola d’arte), insegna l’ABC della guida all’emergenza contro ogni forma  di malattia epidemica che si propaghi a livello globale.

Ivi compreso un eventuale attacco zombie. Ovviamente (http://2.bp.blogspot.com/_hy8RPTtBfrg/THwwQhNpv-I/AAAAAAAAADU/BEZKMsxXyEE/s1600/In+Case+Of+Zombie+Attack.jpg)

Talmente ben congeniata questa campagna, che una concomitanza di eventi infausti ha fatto pensare al peggio… ma andiamo per ordine…

Pochi giorni fa sale alla ribalta della cronaca Rudy Eugene, “il cannibale di Miami”, che in perfetto stile grottesco soleggiato/dark alla Dexter viene trovato con le fauci intento a sbranare brandelli di carne dalla testa del malcapitato…. Immagine un po’ dantesca alla conte Ugolino se vogliamo. Ma non l’hanno pensata così gli americani, che hanno dovuto affrontare un secondo caso di cannibalismo a distanza di pochi giorni e da lì si è scatenata la fantasia horror… il caso del pornodivo killer canadese, Luka Rocco Magnotta.

Ma non è tutto! Una serie di eventi di illogica e spietata violenza ha alimentato le chiacchiere e i timori dei cittadini statunitensi. Il 27 maggio in New Jersey un uomo si è pugnalato cinquanta volte, si è tagliato un pezzo di intestino e lo ha gettato contro i poliziotti che cercavano di fermarlo; poi è stata la volta di un uomo di Seattle che, entrato in un caffè, ha sparato a cinque persone, uccidendole, prima di rivolgere l’arma contro se stesso; infine, uno studente di Baltimora è stato arrestato per aver ucciso il suo compagno di stanza e averne mangiato cuore e cervello.

Il CDC secondo il prestigioso settimanale Time,  a questo punto subissato di telefonate e di mail di persone atterrite, e per sedare sul nascere ogni tipo di illazione, si sono trovati a dover fugare ogni dubbio specificando che non c’è nessuna prova di un’apocalisse zombie in atto”.
“I Cdc non sono a conoscenza di un virus o di una condizione che potrebbe rianimare i morti o che potrebbe portare a sintomi in grado di far comportare una persona come uno zombie
”, ha dichiarato il portavoce dell’agenzia David Daigle all’ Huffington Post.
Insomma,  un’azzeccata strategia di comunicazione che sfruttava gli zombie per motivare il pubblico ad informarsi sull’iter da seguire in caso di ogni tipo di emergenza si è ritorta contro chi voleva in modo curioso stimolare la fantasia del pubblico.
Episodi straordinari, non correlati tra di loro, ma che hanno fatto schizzare #zombie un trend topic e per convincere Il Daily Beast a realizzare una mappa, sfruttando Google Maps, di questi e altri casi per tracciare i segni dell’arrivo di una apocalisse zombie.
Lo spettro che aleggia sulle persone, (o, per meglio dire, lo zombie che le insegue a passo d’uomo…) sembra essere alimentato da questo periodo di instabilità e insicurezze. Inoltre (come ha cercato di spiegare Elizabeth Bird, antropologa della University of South Florida) sembra essere accresciuto dal terrore diffuso che si ha della malattia e delle infezioni,  e dal fatto che la condanna dello Zombie sta nell’ineluttabilità del proprio destino,  che ci mette a contatto in modo ancestrale con i nostri timori nei confronti della morte e della decadenza fisica, senza contare negli USA il diffuso timore di un possibile attacco bio-terroristico post 11 Settembre.
Insomma. Zombie è moda. Anche se non molto positiva.

Il mercato degli Zombie nei soli Stai Uniti sembra muovere un mercato da 5 miliardi di euro l’anno.  Su uncrate.com per esempio,  è possibile trovare tutto il necessario per sopravvivere a un’apocalisse di qualsiasi tipo, mentre su Amazon si può comprare per soli 175 dollari (140 euro) un fantastico Gnombie, un nano da giardino zombie.

Sembra ancora non aver fatto completamente breccia in Italia la moda Zombie. Anche se si affacciano sulla scena nuovi cultori del genere.

E  qualche regista.

Ebbene sì, due conterranei, Marco Ristori e Luca Boni, dopo il primo film autoprodotto hanno avuto l’occasione di realizzare il secondo film, questa volta totalmente finanziato dalla Event Film di Uwe Boll: “Zombie Massacre”. Il film, ispirato ad un gioco per console di prossima uscita, fa parte di una produzione internazionale. Già venduto con il solo concept in 10 paesi ancor prima di essere girato… per altro proprio a Empoli e con molti attori e comparse locali!

Del resto che in giro ci siano diversi Zombie io lo sostengo da tempo…

 

Chi è Andrea Graziano

classe ’81, ma più che altro classe da vendere. Millanta da tempo di essere un giornalista e scrittore o un aspirante tale, ma nel frattempo rimane nel Comprensorio del Cuoio e “aspira” ben altro (del resto anche Don Milani lavorava col materiale umano che aveva a disposizione). Si diletta a divincolarsi tra le angherie delle vita pennellando a tinte forti il grigiore del quotidiano. Nel farlo si destreggia agevolmente tra l’eccelso e l’infimo, dal registro aulico alla bestemmia, in perfetto stile dantesco. Incarna, finché il fisico gli regge (ancora per poco quindi…) il motto latino Mens sana in corpore sano, cimentandosi, con scarsi risultati, in tutti gli sport possibili e immaginabili. Ma di attività fisica ne predilige un’altra. [Laureato nel 2007 in lettere, indirizzo di comunicazione linguistica e multimediale. Si occupa di comunicazione, educazione, cultura. Consigliere Regionale Arci Toscana, Arci Valdarno Inferiore, Presidente Circolo G.Monti di Stibbio (PI)]

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